Archivi della categoria ‘Consumi’

Casa, Consumi, Crediti

Il flop della social card. E non solo

Enfatizzata al momento del lancio e fatti salvi i primi cinque-sei mesi, oggi la social card non serve più a niente. L’Inps risponde che mancano i fondi per rifinanziarla. I beneficiari dovevano essere secondo il governo un milione e trecentomila mentre invece sono state rilasciate soltanto 627mila social card. Una associazione di consumatori, l’Assoutenti, ha ricordato che dalle entrate della Robin Tax(quella sui petrolieri) – stimate in due miliardi di euro – ben 450 milioni avrebbero dovuto sostenere la social card. Finora la spesa a questo scopo non ha superato i 385 milioni, il 79% è andato a famiglie definite “relativamente povere” e il 21% a famiglie assolutamente povere.
Le carte, finchè sono state caricate, hanno consentito una spesa di 40 euro al mese. Molte però si sono svuotate all’insaputa dei titolari, creando non pochi imbarazzi e scene di disperazione alle casse dei supermercati.
Su questo flop è scesa la cortina del silenzio. E fosse il solo. Il piano casa, lanciato dal Presidente del Consiglio con grande enfasi(“fatevi una stanza in più”, era questo più o meno lo slogan) è stato praticamente affossato da comuni e regioni, né il governo centrale ha reagito in qualche modo per salvare la sua reputazione. E le proteste dell’Aquila per il centro abbandonato? Non ci è stato detto che la ricostruzione abruzzese procede con successo e con soddisfazione dei terremotati? Infine, ciliegina sulla torta, il termovalorizzatore di Napoli: promesso solennemente in piena emergenza rifiuti, adesso si scopre che l’appalto non è mai partito.
“Be’, so’ contento”, direbbe il Tognazzi scimunito dai pugni nel film “I mostri”. Andiamo pure avanti. Flop-flop.

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feb  10
28
alle 03:05
da Antonio Lubrano

Commercianti, Consumi, saldi

La commedia dei saldi

Sono pronto ad accettare scommesse: nel dicembre 2010 staremo ancora a discutere sulla validità o sull’opportunità dei saldi. Stavolta a lanciare il sasso è stato il presidente della Confcommercio, Carlo Sangalli: via libera ai saldi tutto l’anno. Ma immediatamente la proposta ha diviso il campo: negozianti sì, negozianti no. C’era da aspettarselo.
Una provocazione quella di Sangalli? Forse una presa d’atto. Ci sono le vendite promozionali in qualunque periodo dell’anno, le liquidazioni e poi i saldi il 2 gennaio e in agosto. E dunque quale tempo rimane per le vendite regolari? Non bastasse, la fioritura di outlet in tutta Italia ha fatto dello sconto una religione. Nei centri commerciali fuori le grandi città o all’uscita dei grandi snodi autostradali, la merce, qualsiasi genere di merce, si vende “sottocosto”, almeno così proclamano gl’invitanti cartelli delle vetrine, gli spot pubblicitari, gli annunci radiofonici e televisivi. Del resto la differenza è fin troppo palpabile.
Ho messo tra virgolette sottocosto perché faccio ancora fatica a capire come mai un capo firmato nel negozio del centro costa cento e negli outlet cinquanta. Dov’è la fregatura?
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dic  09
29
alle 05:35
da Antonio Lubrano

Ultimo commento:

di Carneade il 01/1/70

Basta farsi un giro in negozi "normali" ed Outlet della stessa marca, io l'ho fatto, per verifica...

Alimenti, Consumi, Truffe

La multa ai pastai non è bastata. Boicottiamoli

I pastai non ci stanno. Beccati da Mister Prezzi una prima volta, multati dall’Antitrust nel febbraio scorso (12,5 milion Ii di euro a 24 pastifici e due associazioni di settore), hanno fatto ricorso al Tar ma il tribunale amministrativo (in ottobre) ha respinto le loro ragioni confermando la pesante sanzione. La Guardia di Finanza, infine, in questo mese di dicembre ha aperto un’ inchiesta per i rincari del 47% che l’autorità garante della concorrenza e i giudici hanno ritenuto ingiustificati.
Ma loro, i pastai, dicono che il raffronto tra il prezzo del grano e quello della pasta “è un esercizio inutile e demagogico”, parola di Massimo Menna, presidente dell’Unione industriali pastai e titolare del pastificio Garofano di Gragnano. Cioè il fatto che nell’ottobre 2006 il frumento duro costava 0,15 euro al chilo, la semola 0,27 mentre un chilo di pasta era venduto a 1,18 euro, non avrebbe un nesso secondo i produttori. E nemmeno sarebbe valido il confronto più recente: il frumento che scende del 30,5% e la pasta appena del 4,7%. “Esercizio inutile e demagogico”. Ci sono cento aziende di pasta in Italia: “il consumatore – dice Menna – è garantito dalla concorrenza”! Capite? Proprio quella concorrenza che i controllori dicono inesistente.
E’ la logica dei “cartelli”. Anche i petrolieri, accusati più volte dall’Antitrust di fare accordi per non farsi male, ossia di tenere un prezzo unico evitando la guerra tra loro, sostenevano e sostengono che raffrontare il prezzo del barile e quello della pompa è un esercizio inutile. Cioè hanno ragione loro e gli organi di controllo che li censurano, torto marcio.
Nel “cartello” degli spaghetti ci sono tutte le marche più note, da Barilla a Garofano, da Divella a De Cecco, da Antonio Amato a Voiello. Diminuire i prezzi del 20%, come ha proposto un’associazione di consumatori, non se ne parla proprio. Allora perché non boicottarli a turno, i nostri “cari” pastai? Per un mese non compriamo questa o quella marca. Un modo per far capire loro che il raffronto tra il prezzo del frumento all’origine e quello degli spaghetti nello scaffale del supermercato, per noi consumatori è un esercizio utile, eccome! Della pasta non possiamo fare a meno, ma della marca sì.

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dic  09
19
alle 05:10
da Antonio Lubrano

Consumi, Curiosità, Da sapere

Scooter a metano? Sì,ma…

Non ne parla nessuno, tranne Quanteruote, eppure la notizia è eclatante: un professore di Rimini, con i suoi studenti e l’aiuto di un ingegnere, hanno realizzato lo scooter a metano, un pieno costa solo 2 euro e venti centesimi!
Per i giovani sarebbe una manna. E invece…
Invece c’è di mezzo la burocrazia a complicare le cose. Al solito…
Andiamo con ordine. Continua a leggere… »

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set  09
28
alle 12:25
da Antonio Lubrano

Ultimo commento:

di Sonia Tramarin in Ruzza il 01/1/70

Gentile Dr. Lubrano, desidererei porLe il seguente quesito: Mio padre è venuto a mancare l'11/...

Alimenti, Consumi, Da sapere, Truffe

L’albo dei sofisticatori? Inutile

Ogni tanto si scopre uno scandalo alimentare. E ora è il formaggio, ora il vino, un’altra ancora il pesce scongelato e venduto per fresco. Non si potrebbe creare un albo dei sofisticatori? Potremmo consultarlo prima della spesa…

Esiste. Lo pubblica il Ministero della Salute ogni anno. E’ l’elenco delle sentenze contro frodatori e sofisticatori alimentari condannati. Questo “albo” dei furbi è nato dopo lo scandalo del vino al metanolo nel 1986 e lo pubblica la Gazzetta Ufficiale. Ma secondo me lascia il tempo che trova. Chi volete che vada a consultarlo? Vi immaginate uno che entra al supermercato con la Gazzetta Ufficiale in tasca?

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apr  09
6
alle 10:35
da Antonio Lubrano

Ultimo commento:

di jogger il 01/1/70

sono d'accordo e SICURAMENTE le sentenze sono in DECENNALE RITARDO sugli eventi, quindi,... a...

Consumi, Da sapere

Un rimborso negato a milioni di famiglie

Ne ho già parlato qui giorni fa ma ora c’è qualche elemento in più per capire l’interesse privato in Italia è più forte del diritto del cittadino.

Mi riferisco al canone di depurazione. Era inserito nella bolletta dell’acqua in base a una legge del 94, che ci fosse o no il depuratore. Una sentenza della Corte Costituzionale nell’ottobre 2008 l’ha dichiarato illegittimo. E dunque gli utenti che hanno pagato senza il servizio di depurazione delle acque, dovrebbero essere rimborsati. Continua a leggere… »

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mar  09
30
alle 10:12
da Antonio Lubrano

Ultimo commento:

di Antonio il 01/1/70

Poverini debbono restituire 2 miliardi di Euro per la depurazione più diverse centinaia di milio...

Consumi, Gestori telefonici

Le “rimodulazioni” di Infostrada

Questa segnalazione arriva da Palermo, me la manda Alessandro B.

Dice: “Infostrada sta mandando a molti suoi clienti per posta ordinaria una lettera in cui comunica la rimodulazione dei piani tariffari di telefonia fissa, nella fattispecie “Tuttoincluso” e “Happy no limits”.

“Questa modifica, c’è scritto, si ritiene necessaria in quanto, sulla linea sopra indicata (ossia sul numero di telefono), è stata riscontrata l’effettuazione di un anomalo volume di traffico, rispetto al profilo medio della tipologia di Cliente a cui l’offerta è indirizzata, come disposto nell’articolo 17 Traffico Anomalo delle relative condizioni generali di contratto”. Nella rimodulazione si parla di declassamento del piano tariffario e in particolare si propone un piano tariffario denominato “Happy 50% Sempre”.

Tutti gli utenti a cui è arrivata la lettera hanno in comune il fatto di utilizzare due servizi di ascolto di messaggi pubblicitari e di altro genere (barzellette, ricette di cucina, etc) per l’ascolto dei quali l’azienda che promuove il servizio da una remunerazione .
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mar  09
20
alle 11:05
da Antonio Lubrano

Ultimo commento:

di rik il 01/1/70

e' davvero vergognoso quello che sta facendo,ma e' ancora piu' vergognoso che tutti gli organi a ...

Alimenti, Consumi, Multe

Ma perchè dovremmo credere ai pastai ?

Dunque l’Autorità Garante della concorrenza e del mercato ha stangato 26 aziende produttrici di pasta, dalle più famose alle meno note, che coprono il 90% del mercato. Sanzioni per 12 milioni e mezzo di euro, avendo esse posto in essere “un’intesa restrittiva della concorrenza finalizzata a concertare gli aumenti del prezzo della pasta”. In altre parole l’Antitrust ha raccolto prove “inoppugnabili” sul cartello dei signori degli spaghetti. Addirittura piccole e grandi aziende, sempre secondo l’Antitrust, si spalleggiavano reciprocamente (le piccole temevano di essere le sole a rincarare) e un ruolo di coordinamento lo avrebbe avuto l’Unipi, il sindacato dei produttori.
I pastai non ci stanno, negano il cartello. Per la storia ricordiamo i loro nomi:Amato, Barilla, Colussi, De Cecco, Divella, Garofalo, Nestlè, Rummo, Zara, Berruto, Delverde, Granoro, Riscossa,Tandoi, Cellino, Chirico, De Matteis, Di Martino,Fabianelli, Ferrara, Liguori, Mennucci,Russo, La Molisana, Tamma, Valdigrano.
Anche Antonio Lirosi, quando era Mister Prezzi, ebbe dei forti dubbi sugli aumenti vertiginosi degli spaghetti. Convocò i produttori, che respinsero l’evidenza, ma non pervenne ad alcun risultato, mancandogli del resto poteri sanzionatori. Venerdì 27 febbraio Barilla ha pagato un’intera pagina sui maggiori quotidiani per rintuzzare l’accusa: “Non abbiamo promosso accordi sui prezzi o aderito ad aumenti concordati”.
Naturalmente adesso Barilla e le altre 25 aziende ricorreranno al Tar. Come sempre avviene quando l’Antitrust svela un cartello anti-concorrenza. E’ successo con i petrolieri, con le banche, con le assicurazioni. Ora però c’è da chiedersi: per quale ragione, noi consumatori, dovremmo credere ai pastai e non al prof. Antonio Catricalà, il Garante?
Il patto è datato: ottobre 2006-marzo 2008, i listini alla distribuzione salirono del 51,8% e quelli al consumatore del 36%, in coincidenza dell’aumento del prezzo del grano che aveva raggiunto, per dirla con Barilla, “quotazioni che mai si erano verificate nella storia”. Le associazioni dei coltivatori inutilmente fecero rilevare che il prezzo sul campo invece era calato. Noi subimmo e subiamo tuttora. Adesso il prezzo del grano è crollato ma gli spaghetti continuano a costare tanto. Se i pastai vogliono stare davvero “dalla parte delle famiglie” perché non tagliano i prezzi, riportandoli a quelli ante-cartello? Riconquisterebbero subito la simpatia dei consumatori, oggi molto scossa.

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feb  09
27
alle 12:27
da Antonio Lubrano

Consumi, Da sapere, Indagine

Le antenne alzate

Appartengo a una generazione di cronisti che ha avuto dei maestri. A Napoli nei lontanissimi Anni Cinquanta il mio primo maestro di giornalismo si chiamava Antonio Ravel. “Devi tenere sempre le antenne alzate”, mi ripeteva, “perché le notizie spuntano dove meno te lo aspetti. E le devi saper riconoscere”. Perciò ancora oggi, alla mia età piuttosto avanzata, sono lieto quando questa regola base trova conferma.
Ultimo giovedì di gennaio a Roma. Prendo un taxi per la stazione Termini e il conducente, riconoscendomi, si lamenta del crollo delle corse da e per Fiumicino. “Fino a sei mesi fa, dice, il servizio di auto pubbliche poteva soddisfare anche duemila richieste al giorno, oggi le corse sono poco più di mille. Un calo netto del 50%”. Colpa della concorrenza di Frecciarossa,il treno alta velocità, all’aereo sulla tratta Milano-Roma. E la crisi economica – chiedo – non c’entra? “Su Fiumicino non tanto, risponde il mio tassista, ma quella si fa sentire in città.”
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feb  09
24
alle 07:23
da Antonio Lubrano

Ultimo commento:

di Carneade il 01/1/70

Interpretazione alternativa di quanto raccontato e che preferisco: Se volete notizie di prima ...

Consumi

Le bollette di gas e luce ? Si possono ridurre

A colloquio col Presidente dell’Aeeg Alessandro Ortis

“Ma quanti sanno che cos’è il chilowattora?”
La domanda resta sospesa nell’aria della sala riunioni il tempo che Alessandro Ortis, presidente dell’Autorità Garante dell’energia elettrica e del gas, misuri la sorpresa del suo interlocutore.
“Attraverso i reclami che sono all’incirca ottomila all’anno, ci giungono inequivocabili segnali sulla bolletta ancora poco comprensibile per molti e sul chilowattora, pressoché uno sconosciuto”.
Poi, continuo l’intervista che troverete integralmente negli Approfondimenti della HP di Communicagroup.
- So che l’Autorità Garante dell’energia elettrica e il gas si prepara a lanciare un nuovo servizio a maggior tutela del consumatore, il price calculator. Può anticiparmi di che cosa si tratta?”

“ Io vorrei chiamarlo più semplicemente Il trovaofferte. Saremo pronti entro questo mese di febbraio. Via internet gli operatori del settore energetico inseriranno le proprie offerte e ciascun utente nella sua zona avrà la possibilità di confrontarle con le condizioni che fissa l’Aeeg, ossia i nostri prezzi di riferimento che aggiorniamo costantemente. Naturalmente ci auguriamo che i nostri prezzi di riferimento siano sfidati verso il basso, a tutto vantaggio del consumatore, che così potrebbe risparmiare”.

- Un’ultima cosa. Si parla di tempi più stretti per i reclami e anche di una sanzione fissa per i ritardi delle risposte. E’ così?

“Sì, certe prestazioni delle aziende, tipo gli allacciamenti per intenderci, devono avvenire in tempi ragionevoli. Già oggi sia per il gas che per l’energia elettrica si contano centomila indennizzi all’anno (per un totale di 7 milioni di euro) ma da giugno in poi l’utente che dopo quaranta giorni non riceve risposta al suo reclamo avrà diritto a un indennizzo fisso di 20 euro.”

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feb  09
1
alle 08:34
da Antonio Lubrano

Ultimo commento:

di Ercole il 01/1/70

Gentilissimo Dott Lubrano ,sono Ercole in riferimento alla mia e-mail inviataVi il 09/02/ 2009 ...