Archivi della categoria ‘Consumi’
Nuova tecnologia contro le false mozzarelle
Dopo le mozzarelle di bufala alla diossina del 2005-2006 e le mozzarelle blu importate nel giugno scorso dalla Germania, l’allarme sulla genuinità di certi latticini è ulteriormente cresciuto. Perciò viene accolta con soddisfazione la notizia di una nuova tecnologia, messa a punto dalla facoltà di agraria dell’Università di Bari con la collaborazione della Coldiretti e dell’Aia(associazione allevatori), in grado di scoprire se le mozzarelle in vendita sono realmente prodotte da latte fresco. Una prima analisi su un campione di 13 mozzarelle blu ha dato questi risultati: solo sette contenevano latte fresco, le altre sei invece risultavano “figlie” di cagliate congelate o cagliate refrigerate vecchie, provenienti da quattro paesi:Germania, Polonia, Litania, Ungheria.
E’ fondamentale a questo punto che l’Italia chieda a Bruxelles di rendere obbligatoria l’indicazione d’origine sull’etichetta. Pochi giorni fa, del resto, proprio a questo scopo mille coltivatori della Coldiretti, alla presenza del ministro dell’agricoltura Giancarlo Galan, hanno inscenato una protesta al valico del Brennero contro le mozzarelle blu e gli altri prodotti alimentari(carni, formaggi vari e persino il pesto genovese) “fabbricati” in Germania e spacciati in Italia per italiani.
Sulle mozzarelle blu, del resto, c’è ancora bisogno di fare chiarezza.
Il 4 luglio scorso l’Istituto zooprofilattico della Sardegna (una delle regioni in cui sono stati smerciati i latticini colorati) ha fatto sapere che gli accertamenti microbiologici sui campioni sequestrati conducono alla conclusione che il batterio Pseudomonas non è patogeno per l’uomo, pur essendo un indiretto indicatore di carenze igieniche del prodotto. Quindi le mozzarelle blu non sono dannose.
Che vuol dire: che malgrado le carenze igieniche queste mozzarelle colorate sono mangiabili? Ma voi che leggete le portereste a tavola? Qualcuno dovrebbe spiegarcelo.
da Antonio Lubrano
Guida Lubrano/Vauro ai consumi in tempo di crisi
La crisi economica mondiale ha profondamente scosso la fiducia in uno sviluppo illimitato e ha messo in discussione il mito del consumo come mezzo per raggiungere la felicità. E’ un’occasione per scoprire nuovi stili di vita e strappare al marketing il controllo dei nostri bisogni.E’ appena apparsa nelle librerie la “Guida ai consumi contro la crisi”, un tascabile di Antonio Lubrano e Vauro attento sia al portafoglio che all’etica e all’ambiente. Questa guida non contiene soltanto suggerimenti, si pone anche interrogativi intriganti o forse inconsueti. Tipo: il consumo rende felici? Oppure: si può cancellare il denaro dalla nostra vita? Domani finisce il petrolio: che facciamo? Di sicuro Antonio Lubrano, che è stato il primo difensore civico della tivu, e Vauro, una vera star di “Annozero”, ci dicono come la lunga crisi sta cambiando gl’italiani. Stiamo riscoprendo o rivalutando per esempio regole di vita antiche e buone abitudini tramontate.
Le voci, anzi i vocaboli di questo mini-dizionario, vanno da quelle che qualunque consumatore si aspetta(assicurazioni, per esempio, class action, conto corrente,ogm) ad altre invece piuttosto infrequenti nel lessico domestico (asterisco, boicottaggio, depliant, gratis, orticello, quasi-banca, surrogato, zero).
da Antonio Lubrano
Il libro dei cattivi: nuovi iscritti
Secondo il rapporto annuale dell’Eurispes (uno dei più autorevoli istituti di studi economici e sociali) “ i fenomeni di sofferenza delle famiglie italiane tendono ad aumentare: il 28,6% delle famiglie non ha un reddito mensile tale da consentirgli di arrivare alla fine del mese; il 42,9% può sostenere economicamente le proprie esigenze di consumo solo utilizzando i propri risparmi; il 23,3% e il 18,1% delle famiglie, rispettivamente, dichiarano difficoltà nel pagamento delle rate del mutuo e del canone di affitto “.
Secondo altre indagini va crescendo in tutte le regioni italiani il numero degli assegni non onorati. Dal Veneto, dove i protesti sono raddoppiati nell’arco degli ultimi due anni , alla Lombardia, alla Campania, alla Sicilia, alla Puglia. In tutta Italia, stando a quanto calcola la Camera di Commercio di Genova, ogni giorno quattromila assegni risultano scoperti. E’ anche questa una conseguenza della crisi economica che stiamo attraversando e che l’ottimismo di maniera dei nostri governanti non basta a frenare.
Si pensa immediatamente alla catena di suicidi di piccoli imprenditori – i più colpii finora – registrata dalle cronache proprio nel Veneto. E si capisce perché il famoso “libro dei cattivi” si stia arricchendo di nuovi iscritti .
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da Antonio Lubrano
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di barese il 01/1/70
Il flop della social card. E non solo
Enfatizzata al momento del lancio e fatti salvi i primi cinque-sei mesi, oggi la social card non serve più a niente. L’Inps risponde che mancano i fondi per rifinanziarla. I beneficiari dovevano essere secondo il governo un milione e trecentomila mentre invece sono state rilasciate soltanto 627mila social card. Una associazione di consumatori, l’Assoutenti, ha ricordato che dalle entrate della Robin Tax(quella sui petrolieri) – stimate in due miliardi di euro – ben 450 milioni avrebbero dovuto sostenere la social card. Finora la spesa a questo scopo non ha superato i 385 milioni, il 79% è andato a famiglie definite “relativamente povere” e il 21% a famiglie assolutamente povere.
Le carte, finchè sono state caricate, hanno consentito una spesa di 40 euro al mese. Molte però si sono svuotate all’insaputa dei titolari, creando non pochi imbarazzi e scene di disperazione alle casse dei supermercati.
Su questo flop è scesa la cortina del silenzio. E fosse il solo. Il piano casa, lanciato dal Presidente del Consiglio con grande enfasi(“fatevi una stanza in più”, era questo più o meno lo slogan) è stato praticamente affossato da comuni e regioni, né il governo centrale ha reagito in qualche modo per salvare la sua reputazione. E le proteste dell’Aquila per il centro abbandonato? Non ci è stato detto che la ricostruzione abruzzese procede con successo e con soddisfazione dei terremotati? Infine, ciliegina sulla torta, il termovalorizzatore di Napoli: promesso solennemente in piena emergenza rifiuti, adesso si scopre che l’appalto non è mai partito.
“Be’, so’ contento”, direbbe il Tognazzi scimunito dai pugni nel film “I mostri”. Andiamo pure avanti. Flop-flop.
da Antonio Lubrano
La commedia dei saldi
Sono pronto ad accettare scommesse: nel dicembre 2010 staremo ancora a discutere sulla validità o sull’opportunità dei saldi. Stavolta a lanciare il sasso è stato il presidente della Confcommercio, Carlo Sangalli: via libera ai saldi tutto l’anno. Ma immediatamente la proposta ha diviso il campo: negozianti sì, negozianti no. C’era da aspettarselo.
Una provocazione quella di Sangalli? Forse una presa d’atto. Ci sono le vendite promozionali in qualunque periodo dell’anno, le liquidazioni e poi i saldi il 2 gennaio e in agosto. E dunque quale tempo rimane per le vendite regolari? Non bastasse, la fioritura di outlet in tutta Italia ha fatto dello sconto una religione. Nei centri commerciali fuori le grandi città o all’uscita dei grandi snodi autostradali, la merce, qualsiasi genere di merce, si vende “sottocosto”, almeno così proclamano gl’invitanti cartelli delle vetrine, gli spot pubblicitari, gli annunci radiofonici e televisivi. Del resto la differenza è fin troppo palpabile.
Ho messo tra virgolette sottocosto perché faccio ancora fatica a capire come mai un capo firmato nel negozio del centro costa cento e negli outlet cinquanta. Dov’è la fregatura?
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da Antonio Lubrano
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di Carneade il 01/1/70
La multa ai pastai non è bastata. Boicottiamoli
I pastai non ci stanno. Beccati da Mister Prezzi una prima volta, multati dall’Antitrust nel febbraio scorso (12,5 milion Ii di euro a 24 pastifici e due associazioni di settore), hanno fatto ricorso al Tar ma il tribunale amministrativo (in ottobre) ha respinto le loro ragioni confermando la pesante sanzione. La Guardia di Finanza, infine, in questo mese di dicembre ha aperto un’ inchiesta per i rincari del 47% che l’autorità garante della concorrenza e i giudici hanno ritenuto ingiustificati.
Ma loro, i pastai, dicono che il raffronto tra il prezzo del grano e quello della pasta “è un esercizio inutile e demagogico”, parola di Massimo Menna, presidente dell’Unione industriali pastai e titolare del pastificio Garofano di Gragnano. Cioè il fatto che nell’ottobre 2006 il frumento duro costava 0,15 euro al chilo, la semola 0,27 mentre un chilo di pasta era venduto a 1,18 euro, non avrebbe un nesso secondo i produttori. E nemmeno sarebbe valido il confronto più recente: il frumento che scende del 30,5% e la pasta appena del 4,7%. “Esercizio inutile e demagogico”. Ci sono cento aziende di pasta in Italia: “il consumatore – dice Menna – è garantito dalla concorrenza”! Capite? Proprio quella concorrenza che i controllori dicono inesistente.
E’ la logica dei “cartelli”. Anche i petrolieri, accusati più volte dall’Antitrust di fare accordi per non farsi male, ossia di tenere un prezzo unico evitando la guerra tra loro, sostenevano e sostengono che raffrontare il prezzo del barile e quello della pompa è un esercizio inutile. Cioè hanno ragione loro e gli organi di controllo che li censurano, torto marcio.
Nel “cartello” degli spaghetti ci sono tutte le marche più note, da Barilla a Garofano, da Divella a De Cecco, da Antonio Amato a Voiello. Diminuire i prezzi del 20%, come ha proposto un’associazione di consumatori, non se ne parla proprio. Allora perché non boicottarli a turno, i nostri “cari” pastai? Per un mese non compriamo questa o quella marca. Un modo per far capire loro che il raffronto tra il prezzo del frumento all’origine e quello degli spaghetti nello scaffale del supermercato, per noi consumatori è un esercizio utile, eccome! Della pasta non possiamo fare a meno, ma della marca sì.
da Antonio Lubrano
Scooter a metano? Sì,ma…
Non ne parla nessuno, tranne Quanteruote, eppure la notizia è eclatante: un professore di Rimini, con i suoi studenti e l’aiuto di un ingegnere, hanno realizzato lo scooter a metano, un pieno costa solo 2 euro e venti centesimi!
Per i giovani sarebbe una manna. E invece…
Invece c’è di mezzo la burocrazia a complicare le cose. Al solito…
Andiamo con ordine. Continua a leggere… »
da Antonio Lubrano
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di Sonia Tramarin in Ruzza il 01/1/70
L’albo dei sofisticatori? Inutile
Ogni tanto si scopre uno scandalo alimentare. E ora è il formaggio, ora il vino, un’altra ancora il pesce scongelato e venduto per fresco. Non si potrebbe creare un albo dei sofisticatori? Potremmo consultarlo prima della spesa…
Esiste. Lo pubblica il Ministero della Salute ogni anno. E’ l’elenco delle sentenze contro frodatori e sofisticatori alimentari condannati. Questo “albo” dei furbi è nato dopo lo scandalo del vino al metanolo nel 1986 e lo pubblica la Gazzetta Ufficiale. Ma secondo me lascia il tempo che trova. Chi volete che vada a consultarlo? Vi immaginate uno che entra al supermercato con la Gazzetta Ufficiale in tasca?
da Antonio Lubrano
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di jogger il 01/1/70
Un rimborso negato a milioni di famiglie
Ne ho già parlato qui giorni fa ma ora c’è qualche elemento in più per capire l’interesse privato in Italia è più forte del diritto del cittadino.
Mi riferisco al canone di depurazione. Era inserito nella bolletta dell’acqua in base a una legge del 94, che ci fosse o no il depuratore. Una sentenza della Corte Costituzionale nell’ottobre 2008 l’ha dichiarato illegittimo. E dunque gli utenti che hanno pagato senza il servizio di depurazione delle acque, dovrebbero essere rimborsati. Continua a leggere… »
da Antonio Lubrano
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di Antonio il 01/1/70
Le “rimodulazioni” di Infostrada
Questa segnalazione arriva da Palermo, me la manda Alessandro B.
Dice: “Infostrada sta mandando a molti suoi clienti per posta ordinaria una lettera in cui comunica la rimodulazione dei piani tariffari di telefonia fissa, nella fattispecie “Tuttoincluso” e “Happy no limits”.
“Questa modifica, c’è scritto, si ritiene necessaria in quanto, sulla linea sopra indicata (ossia sul numero di telefono), è stata riscontrata l’effettuazione di un anomalo volume di traffico, rispetto al profilo medio della tipologia di Cliente a cui l’offerta è indirizzata, come disposto nell’articolo 17 Traffico Anomalo delle relative condizioni generali di contratto”. Nella rimodulazione si parla di declassamento del piano tariffario e in particolare si propone un piano tariffario denominato “Happy 50% Sempre”.
Tutti gli utenti a cui è arrivata la lettera hanno in comune il fatto di utilizzare due servizi di ascolto di messaggi pubblicitari e di altro genere (barzellette, ricette di cucina, etc) per l’ascolto dei quali l’azienda che promuove il servizio da una remunerazione .
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da Antonio Lubrano
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di rik il 01/1/70






