Archivi della categoria ‘Curiosità’
Scooter a metano? Sì,ma…
Non ne parla nessuno, tranne Quanteruote, eppure la notizia è eclatante: un professore di Rimini, con i suoi studenti e l’aiuto di un ingegnere, hanno realizzato lo scooter a metano, un pieno costa solo 2 euro e venti centesimi!
Per i giovani sarebbe una manna. E invece…
Invece c’è di mezzo la burocrazia a complicare le cose. Al solito…
Andiamo con ordine. Continua a leggere… »
da Antonio Lubrano
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di Sonia Tramarin in Ruzza il 01/1/70
Per un tacco a spillo si può litigare
Si può scioperare per i tacchi a spillo? Pare di sì. Ancora una volta la crociata anti-tacco alto parte dalla Gran Bretagna. Il Trade Union Congress (sei milioni e mezzo di lavoratori, il sindacato inglese) sostiene che si tratta di un “accessorio sessista”, fa male alla salute delle donne e quindi va bandito.
Sei mesi fa, qualcuno lo ricorderà, fu la Banca d’Inghilterra a prendere posizione contro. Dettò alle signore che lavorano dietro i suoi sportelli una sorta di vademecum dell’eleganza: niente unghie dipinte o braccialetti e collane in eccesso ma soprattutto niente tacchi a spillo. Sull’esempio della banca si mossero anche i responsabili di altri uffici pubblici.
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da Antonio Lubrano
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di TanaDiBeppo il 01/1/70
Le chiavi di casa e il vuoto di Ferragosto
Un fabbricante di chiavi e di serrature che invitai diversi anni fa nel mio programma televisivo, mi disse che non bisogna mai mostrare in pubblico la chiave di casa perché ai ladri professionisti bastano pochi secondi per imprimersi nella mente il suo formato e farlo poi riprodurre. Attenzione: il più delle volte questa “esibizione” è involontaria, teniamo le chiavi in mano perché magari in quel preciso momento non sappiamo dove metterle ma effttivamente esibirle è rischioso.
Può succedere anche un’altra cosa. Di solito si lasciano le chiavi sul mobile d’ingresso e se tra i visitatori c’è qualche malintenzionato (oggi tutto è possibile) in pochi attimi ne prende l’impronta e fabbrica un duplicato.
Contrariamente a quanto si crede il 60% dei furti in appartamenti non avviene perché i malviventi forzano la serratura, entrano da una finestra o da una inferriata segata ma perché si servono della porta di casa. I professionisti usano il passpartout o, appunto, un duplicato delle vostre chiavi. E addirittura anche chi lascia la chiave nella toppa interna, può avere la brutta sorpresa che un topo di mestiere riesca a farla girare dall’esterno.
Dopo aver ricordato che una porta blindata rappresenta ancora la difesa più efficace, riporto qui alcuni suggerimenti forniti dalla polizia che mi pare abbiano una loro validità. Continua a leggere… »
da Antonio Lubrano
La carta igienica è fuorilegge?
La notizia è curiosa ma ci aiuta a capire come siamo bravi in Italia a prenderci, è il caso di dire, per i fondelli. L’Unione Nazionale Consumatori rileva in una nota del suo bollettino che “la carta igienica è un oggetto misterioso perché non è disciplinata da alcuna norma.
Non deve dichiarare il peso né quanto è lungo il rotolo né quanti strappi ha né, tanto meno, il tipo di carta.” E’ un prodotto venduto a pezzo e non a peso e quindi non è regolato dal decreto legislativo 84/2000 che obbliga i venditori a indicare anche il prezzo al chilo oltre a quello del prodotto. Men che meno può essere richiamata la legge 126 del ’91 e il suo regolamento di attuazione(n.101/’97), assorbiti dal Codice del consumo, che prevedono l’obbligo dell’etichetta con la composizione del prodotto; la carta igienica è fatta di materiali che “sono già resi manifesti dalla denominazione legale o merceologica” e quindi sono esclusi dalla disposizione. Continua a leggere… »
da Antonio Lubrano
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di il velo di maya il 01/1/70
Il diavolo nel vinsanto
Chi non ha pratica di chiesa, nel senso che non frequenta, ignora il fenomeno: la crisi delle vocazioni fa sì che oggi i preti si importino dall’Africa, dai paesi dell’Oriente, allo stesso modo le suore. I vecchi parroci muoiono e i giovani, italiani o stranieri che siano, appena assegnati ad una parrocchia devono amministrarne contemporaneamente due, tre, persino quattro. E così succede che un sacerdote quarantenne, originario di Bologna, sia stato fermato all’uscita dell’autostrada Milano-Torino da una pattuglia di carabinieri che gli ha ritirato la patente. Sottoposto all’alcoltest, il suo tasso è risultato pari a 0,8 mentre la legge prevede un limite massimo di 0,5.
“Ma quale ubriaco, ha detto don M.C., è che oggi ho celebrato quattro messe..”. In quattro parrocchie diverse, evidentemente. Eppure nel calice di solito il celebrante versa poche gocce di vinsanto, mai sospettando che il diavolo lo preferisca all’acqua santa.
D’ora in poi dunque i parroci , e in generale i sacerdoti, per conservare la patente dovranno ridurre il numero delle celebrazioni: se quattro messe producono un tasso alcolico pari a 0,8, due – supponiamo – lo limiteranno a 0,4, ossia nella regola.
Di sacerdoti lucidi la società civile ha grande bisogno oggi, specie pensando ai nostri cronici disservizi postali. Prima o poi potrebbe succedere anche da noi quello che si sta profilando in Austria. Lassù le poste federali hanno deciso di chiudere 400 filiali, per riequilibrare i bilanci. Alle proteste del pubblico hanno fatto subito eco le diocesi, lanciando una proposta rivoluzionaria: sacrestani, chierichetti e parroci sono pronti a trasformarsi in portalettere per alleviare il disagio dei cittadini.
da Antonio Lubrano
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di Alberto M il 01/1/70
Legge sui tatuaggi
Caro dottor Lubrano, ho litigato con mia madre per il tatuaggio che mi sono fatto fare al polso. Dice che i tatuaggi fanno male alla salute. Io non ci credo. Ma non c’è una legge che detta le regole giuste?
No, purtroppo in Italia non esiste. Esistono invece due circolari del Consiglio superiore di Sanità che tracciano le linee guida per l’esecuzione di tatuaggi in condizioni di sicurezza. Ma le circolari non sono leggi. Diverse regioni hanno accolto però queste linee guida nelle loro delibere in materia. Né si conoscono norme comunitarie specifiche, tanto che è stata avviata una indagine dalla stessa Unione europea per sapere come è regolato il tatuaggio nei vari Paesi.
da Antonio Lubrano
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di Sol Accursio il 01/1/70
Telecom e i costi per gli ascensori in regola
Caro Dott. Lubrano, per legge adesso tutti gli ascensori devono essere collegati via telefono ad una centrale per ogni eventuale emergenza. Cosa molto lodevole, ma molto meno encomiabile è la tariffa che la Telecom applica a questo servizio! Si pagano più o meno € 400.00 all’anno.
Qualsiasi chiamata di emergenza verrebbe addebitata in più. Meno male che nessuno del nostro condominio ha mai dovuto schiacciare il pulsante del pronto intervento e quindi le uniche telefonate sono quelle che i tecnici fanno una volta al trimestre per la verifica.
Ma non le sembra uno dei tanti furti legalizzati?
Non parlerei di furto ma di arbitrio. E degli arbitrii dei gestori telefonici siamo vittime tutti. Per fortuna c’è l’Antitrust che ogni tanto li punisce con multe pesanti, vedì l’ultima di 2 milioni di euro per le suonerie scaricabili.
da Antonio Lubrano
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di Giuseppe Pedersoli il 01/1/70
La rivalutazione del cielo stellato
Le stelle? E chi le guarda più, le abbiamo quasi dimenticate. Fateci caso: di sera per le strade non c’è nessuno che alza gli occhi al cielo per godersi il firmamento. Le luci della città lo hanno cancellato. Perciò si parla di inquinamento luminoso. Ora si da il caso che a Nove, un centro di cinquemila abitanti in provincia di Vicenza, hanno studiato e attuato un progetto per restituire al paese la magìa del cielo notturno . E’ stato adottato cioè per le strade, per i monumenti, per i giardini pubblici un tipo di lluminazione non invasiva o arrogante. “I fanali tradizionali, mi spiega un astrofilo del luogo, diffondono una luce che solo per il 40% va a terra mentre il 60% si disperde nell’aria e oscura la volta celeste. Invece i nostri nuovi fari, in ceramica, sono dotati di lampade al sodio che diffondono una luce meno forte ma non inquinano perché la loro cupola vetrosa è opacizzata, in tal modo il loro fascio è rivolto solo verso il basso“. Con questo sistema il comune può risparmiare anche trentamila euro all’anno.
Sull’esempio di Nove altri cinque centri del Vicentino e forse uno in Calabria. Ma sulla rivalutazione del cielo stellato aspetto le vostre segnalazioni. Chissà quanti altri piccoli paesi dal nord al sud hanno cambiato fanali..
da Antonio Lubrano
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di jogger il 01/1/70
Obesità: un problema anche economico
La mia domanda le sembrerà strana: ma perché ce l’hanno tutti con l’obesità? Io sono una donna che tende al grasso, anzi sono grassa. Ma non me ne faccio un problema.
Be’, questo è un fatto positivo per lei, signora Andreina, vuol dire che ha un bel carattere. Purtroppo per molte persone invece l’obesità è fonte di disagio, di infelicità e anche di paura. Per i rischi che corrono. E poi bisogna considerare i costi per la società.
L’unione europea ha calcolato che l’obesità assorbe dal 2 all’8% delle spese sanitarie dei paesi aderenti e la percentuale tende a salire. Il numero delle persone obese è triplicato in molti paesi europei dagli anni Ottanta a oggi. Più le donne che gli uomini.
In Italia succede il contrario: ci sono più maschi grassi che donne grasse.
da Antonio Lubrano
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di fabio alberto il 01/1/70
Che fine fanno i panettoni?
Ora che sono passate tutte le feste, vedo ancora nei supermercati montagne di panettoni invenduti. Che fine faranno, li buttano via o li riciclano in qualche modo?
E’ una domanda che fa tenerezza, specie a chi è goloso di panettone come me.
Una parte è ancora smerciata col sistema del prendi due e paghi uno. Un’altra parte mi risulta che sia utilizzata nel settore zootecnico, nel senso che alcuni allevatori li danno in pasto ai maiali.
Quando si dice “le perle ai porci”…
da Antonio Lubrano







