Archivi della categoria ‘Indagine’

Indagine

Le due Italie delle ferrovie dello Stato

Con l’avvento di Frecciarossa, il treno che andrebbe a trecento all’ora, l’Italia risulta divisa in due: quella di alcune grandi città, Milano, Roma, Torino, Bologna, Firenze, Napoli, servite dai treni ad alta velocità; e quella delle piccole città, tipo Livorno, Verbania, Catania, Piacenza, Bolzano, Trento, Cremona, Asti, Mantova, Chiusi, ignorate dall’alta velocità e spesso anche dagli eurostar o dagl’intercity.
Le proteste dei centri di provincia non servono a nulla, così come quelle dei due milioni di pendolari italiani: Trenitalia le lascia cadere. Nelle sue interviste l’amministratore delegato, ing. Mauro Moretti, ricorda che sono state appena commissionate 600 nuove carrozze a doppio piano che, presumiamo, alleggeriranno i disagi dei pendolari fra qualche anno. Quanti? Non è ancora chiaro.
Per quanto invece riguarda le piccole città, o così o pomì. E’, a mio avviso, la sintesi di una sua recente dichiarazione a Repubblica: “Vogliamo tornare ai tempi delle perdite di bilancio da record? Quando sono arrivato qui le ferrovie erano praticamente fallite. L’Italia non se lo può permettere: perché se fallisce questa azienda alla fine si va tutti a piedi”.
E dunque tanti cari saluti al servizio pubblico. C’è poi da considerare il capitolo rincari dell’alta velocità. Prima del 13 dicembre un biglietto Roma-Milano costava 103 euro, adesso 109(+5,2%) in prima; in seconda, da 75 siamo passati a 89, ossia + 18%. “Non sono aumenti ma nuovi prezzi per nuovi servizi”, si è sentito rispondere da un addetto ai lavori un passeggero che protestava. Ci vuole una bella faccia tosta, bisogna ammetterlo.
Nei dintorni di Natale si sono registrati ritardi dei treni Frecciarossa dai 5 ai 70 minuti addirittura. E si è scoperto che il rimborso può essere richiesto dopo il ventunesimo giorno e solo se il ritardo è di 60 minuti, non più 25’ come fino a ieri. Perché mai? Nuova norma europea.Non è vero ma l’ineffabile ing. Moretti non si sente di fare nessun mea culpa per i ritardi delle sue frecce. E’ lo scotto che si paga al rodaggio. Perciò siamo tutti felici e contenti.

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dic  09
21
alle 02:11
da Antonio Lubrano

Diritti, Indagine, Pensieri

Falsi invalidi civili in una squadra di pallanuoto

I primi risultati della indagine dell’Inps sullo stato degli assegni di invalidità civile(autorizzata nel marzo scorso da un decreto ministeriale) appaiono a dir poco sconcertanti. Le pensioni di questo tipo in Italia sono 2,5 milioni per una spesa che supera i 13 miliardi di euro annui e il controllo viene effettuato su un campione di 200 mila pensioni dal nord al sud. Ebbene, sulla base di quanto ho appreso all’Inps il repulisti ha portato fin a oggi all’annullamento del 13% di assegni di invalidità civile, ossia poco più di una pensione ogni dieci è risultata falsa.
L’indagine in corso ha poi evidenziato come il sud d’Italia si distingua sempre ,purtroppo, per il numero di pecore nere. Sicilia, Sardegna, Puglia, Calabria e Campania sono le cinque regioni nelle quali si conta il maggior numero di revoche degli assegni di invalidità civile, con punte del 22% nelle prime due. Le regioni più virtuose sono invece l’Umbria, le Marche, la Basilicata. Continua a leggere… »

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lug  09
22
alle 10:13
da Antonio Lubrano

Ultimo commento:

di Giacomo il 01/1/70

come sempre il sud in testa nella lista delle pecore nere...... in basilicata da una recente ind...

Banche, Indagine

Sei contento della tua banca? – Il milanese risponde no

Uno dei più bei libri di Giuseppe Marotta (scrittore a torto dimenticato) s’intitolava A Milano non fa freddo. Ebbene in questo torrido giugno almeno per le banche a Milano fa freddo. Una indagine commissionata dal mensile della Cisl rivela che il 54,6% dei milanesi ha poca o nessuna fiducia nelle banche. Il rapporto risulta particolarmente difficile quando si tratta di mutui e prestiti, di investimenti di vario genere e persino per l’apertura di un conto corrente, per un bonifico o per un prelievo.

Quelli che si contentano rappresentano il 43,3% mentre i clienti pienamente soddisfatti sono due su cento.

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giu  09
22
alle 10:22
da Antonio Lubrano

Ultimo commento:

di Alfemio Lanna il 01/1/70

Vorrei chiedere a Giuseppe. Lui che idea avrebbe per "cambiare le cose"? Io stesso non sono conte...

Da sapere, Indagine

Un elastico per la crisi, vedi Montecitorio

Fra i non pochi tentativi che si fanno in Europa e nel mondo per fronteggiare la crisi economica, c’è da prendere in massima considerazione quello relativo all’elasticità dell’orario di lavoro: allungarlo o ridurlo il più possibile? In Francia la tesi prevalente sembra essere quella del Presidente Sarkozy: lavorare anche la domenica, ovvero sette giorni su sette. In Germania si profila invece la settimana cortissima: quattro giorni su sette. Da noi torna lo slogan “lavorare meno lavorare tutti”. Ma quelli che hanno risolto già a tempo di record il dilemma sono i deputati. Cominciano a lavorare a Montecitorio il martedì dalle ore 14. Anche negli studi televisivi, sia detto per inciso, le prove degli spettacoli iniziano di solito alle 14 ma vanno avanti fino alle 24, ossia per dieci ore di seguito. Gli onorevoli alle 17 si prendono un’ora di pausa. Il mercoledì lavorano sia la mattina che il pomeriggio, con tre interruzioni, per il caffè o per asciugarsi il sudore della fronte: 11-12, poi 13,30-15(pausa pranzo) e infine 18-19. Il giovedì deveono essere presenti in aula la mattina, con un break dalle 11,30 alle 12,30. Il venerdì tornano tutti al loro collegio.
Dunque tre giorni effettivi di lavoro, settimana super-corta. Vi ricordate le polemiche sulle 35 ore settimanali invece delle 40 tradizionali? L’elastico di Montecitorio ha spazzato via l’inutile questione. Bastano 15-16 ore, non di più.

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feb  09
28
alle 10:27
da Antonio Lubrano

Ultimo commento:

di berardi erminia il 01/1/70

Hanno ragione: potremmo lavorare tutti al massimo 3 ore al giorno (prendendo uno stipendio propor...

Consumi, Da sapere, Indagine

Le antenne alzate

Appartengo a una generazione di cronisti che ha avuto dei maestri. A Napoli nei lontanissimi Anni Cinquanta il mio primo maestro di giornalismo si chiamava Antonio Ravel. “Devi tenere sempre le antenne alzate”, mi ripeteva, “perché le notizie spuntano dove meno te lo aspetti. E le devi saper riconoscere”. Perciò ancora oggi, alla mia età piuttosto avanzata, sono lieto quando questa regola base trova conferma.
Ultimo giovedì di gennaio a Roma. Prendo un taxi per la stazione Termini e il conducente, riconoscendomi, si lamenta del crollo delle corse da e per Fiumicino. “Fino a sei mesi fa, dice, il servizio di auto pubbliche poteva soddisfare anche duemila richieste al giorno, oggi le corse sono poco più di mille. Un calo netto del 50%”. Colpa della concorrenza di Frecciarossa,il treno alta velocità, all’aereo sulla tratta Milano-Roma. E la crisi economica – chiedo – non c’entra? “Su Fiumicino non tanto, risponde il mio tassista, ma quella si fa sentire in città.”
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feb  09
24
alle 07:23
da Antonio Lubrano

Ultimo commento:

di Carneade il 01/1/70

Interpretazione alternativa di quanto raccontato e che preferisco: Se volete notizie di prima ...

Indagine

Un convegno sulla salute del mare di Ischia?

Un gruppo di cittadini dell’Isola d’Ischia qualche settimana fa ha segnalato al mio blog il “silenzio” che è caduto dall’estate 2007 sulla rottura del cavo dell’Enel che collega Cuma a Lacco Ameno e il conseguente possibile inquinamento da PCB del mare di Ischia e forse anche del Canale di Procida.
Ho immediatamente chiesto spiegazioni all’Enel che ha risposto con sollecitudine, respingendo ogni responsabilità , escludendo che il liquido fuoruscito dal cavo abbia provocato l’inquinamento di quel braccio di mare poiché l’olio del cavo non contiene Pcb. Tuttavia l’ente elettrico si è dichiarato pronto ad un incontro con la cittadinanza ischitana per spiegare le sue ragioni e la sua posizione.
Contemporaneamente però altre testimonianze mi sono giunte da Ischia che chiamano in causa altri organismi, l’Arpac in primo luogo e poi la Capitaneria di porto dell’isola. Poiché il silenzio permane, nessuno che abbia sollevato il problema sui quotidiani nazionali o attraverso i mass media, propongo di organizzare a breve scadenza un incontro a Ischia a cui partecipino l’Enel, l’Arpac, la capitaneria di porto, le associazioni di cittadini e i sindaci dei comuni interessati. Sarò lieto di assumere il ruolo di moderatore in questo convegno il cui scopo vuol essere quello di fare finalmente chiarezza su una vicenda dai troppi lati oscuri e che infine sia in grado di rispondere alla domanda che gli operatori turistici in particolare temono: il mare di Ischia è inquinato o no?

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gen  08
24
alle 06:38
da Antonio Lubrano

Ultimo commento:

di Andrea D'Ambra il 01/1/70

DAL SALVAGENTE IN EDICOLA DAL 31 GENNAIO AL 6 FEBBRAIO

Lacco Ameno d'Ischia e la sfida del Pcb
...

Indagine

Acqua di rubinetto

Carissimo dr. Lubrano, varie trasmissioni televisive ci invitano a prediligere l’acqua di rubinetto. Ma nella zona in cui abito, a Pisa, per lunghi periodi esce scura e nessuno in famiglia ha il coraggio di berla. Ci sentiamo presi in giro quando sentiamo che l’acqua di rubinetto è potabile e buona e torniamo alla minerale.

Può succedere che in alcune zone non sia limpida ma le analisi frequenti a cui viene sottoposta dicono che l’acqua di rubinetto è di ottima o buona qualità.
Mi risulta che a Firenze da tre anni nelle scuole come negli uffici pubblici ha preso il posto della minerale.
Il periodico Altroconsumo – della maggiore associazione di consumatori – in una recentissima indagine l’ha promossa a pieni voti. Ottima ad Aosta, Bergamo, Cagliari, l’Aquila, Pavia. Buona ad Ancona, Benevento, Campobasso, Perugia e Roma.
Secondo i sommelier dell’acqua il gusto migliore a Roma, Trento, Milano, Torino e Napoli.

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dic  07
18
alle 11:24
da Antonio Lubrano

Ultimo commento:

di Mitrel il 01/1/70

Non capisco perchè, anche dove l'acqua del rubinetto è buona, la gente continui a buttare via i...

Indagine

Indagine etichette

Stiamo andando bene.
Non mi aspettavo infatti che qualcuno avesse già a casa esempi utili per questa indagine. Questo dimostra quanto i consumatori siano attenti e preparati.
Rinnovo l’invito ad inviarmi segnalazioni sulle etichette ingannevoli all’indirizzo redazione@communicagroup.it .

Per chi non fosse a conoscenza dell’iniziativa trovate il post iniziale qui.

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apr  07
26
alle 02:09
da Antonio Lubrano

Indagine

Indagine etichette

A Roma direbbero che “ci ho preso gusto”.
Sto scoprendo, pian piano, lo “strumento blog”.
E oggi farò un altro passo avanti, incoraggiato dal collega Ajroldi.
Voglio fare, insieme a voi e insieme al settimanale “Il Salvagente”, un’indagine sul territorio.
Una vera inchiesta giornalistica che abbia per protagonisti i consumatori ovvero gli occhi e le orecchie di Lubrano.
Volete diventare i miei inviati per scoprire cosa non funziona?
Si?
Allora ecco cosa fare.
Ogni volta che andate al supermercato, in un centro commerciale, in un negozio per acquistare un prodotto, guardate bene l’etichetta per capire se esistono etichette ingannevoli.
Scritte troppo piccole?
Date di scadenza invisibili?
Indicazioni poco chiare o addirittura misteriose?
Segnalatemele all’indirizzo redazione@communicagroup.it

Ricordate sempre che per difendere i nostri diritti due occhi non bastano.
Ce ne vogliono tre.

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apr  07
23
alle 12:08
da Antonio Lubrano

Ultimo commento:

di 16 nomi per lo zucchero » Dietologica il 01/1/70

[...] aggiunti, potrebbe essere falso. E se trovate etichette strane che non vi convincono segnal...