Archivi della categoria ‘Truffe’

Indagine, Malattie, Truffe

Discariche di veleni: a settembre la svolta?

Esattamente trent’ anni fa (81-82) una piccola agenzia di stampa, Econews, redatta dal sottoscritto e da Luca Ajroldi, denunciava per prima il fenomeno delle discariche abusive: in Italia, scrivemmo, se ne contano almeno cinquemila. Qualche giornale riprese la notizia col punto interrogativo. Da allora a oggi lo scandalo dei rifiuti occultati, nocivi in gran parte, ha raggiunto proporzioni inaudite. E si scopre che quella cifra, 5.000, riguarda solo una regione, la Campania, dove le discariche abusive sono addirittura 5.200. Le chiamano “le discariche della camorra” perché ormai è accertato che a seppellire la monnezza che avvelena i terreni sono loro, i clan malavitosi. Non oso immaginare quante siano oggi a livello nazionale ma a giudicare dalle diramazioni della camorra(vedi Lombardia) devono essere tante, troppe..
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lug  10
20
alle 08:37
da Antonio Lubrano

Alimenti, Consumi, Falsi, Truffe

Nuova tecnologia contro le false mozzarelle

Dopo le mozzarelle di bufala alla diossina del 2005-2006 e le mozzarelle blu importate nel giugno scorso dalla Germania, l’allarme sulla genuinità di certi latticini è ulteriormente cresciuto. Perciò viene accolta con soddisfazione la notizia di una nuova tecnologia, messa a punto dalla facoltà di agraria dell’Università di Bari con la collaborazione della Coldiretti e dell’Aia(associazione allevatori), in grado di scoprire se le mozzarelle in vendita sono realmente prodotte da latte fresco. Una prima analisi su un campione di 13 mozzarelle blu ha dato questi risultati: solo sette contenevano latte fresco, le altre sei invece risultavano “figlie” di cagliate congelate o cagliate refrigerate vecchie, provenienti da quattro paesi:Germania, Polonia, Litania, Ungheria.
E’ fondamentale a questo punto che l’Italia chieda a Bruxelles di rendere obbligatoria l’indicazione d’origine sull’etichetta. Pochi giorni fa, del resto, proprio a questo scopo mille coltivatori della Coldiretti, alla presenza del ministro dell’agricoltura Giancarlo Galan, hanno inscenato una protesta al valico del Brennero contro le mozzarelle blu e gli altri prodotti alimentari(carni, formaggi vari e persino il pesto genovese) “fabbricati” in Germania e spacciati in Italia per italiani.
Sulle mozzarelle blu, del resto, c’è ancora bisogno di fare chiarezza.
Il 4 luglio scorso l’Istituto zooprofilattico della Sardegna (una delle regioni in cui sono stati smerciati i latticini colorati) ha fatto sapere che gli accertamenti microbiologici sui campioni sequestrati conducono alla conclusione che il batterio Pseudomonas non è patogeno per l’uomo, pur essendo un indiretto indicatore di carenze igieniche del prodotto. Quindi le mozzarelle blu non sono dannose.
Che vuol dire: che malgrado le carenze igieniche queste mozzarelle colorate sono mangiabili? Ma voi che leggete le portereste a tavola? Qualcuno dovrebbe spiegarcelo.

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lug  10
10
alle 10:21
da Antonio Lubrano

Pensieri, Truffe

L’allegra “storia” del premier-paroliere

Avete scritto una canzone napoletana e l’avete registrata su nastro? Portatela all’Archivio storico della canzone napoletana, iniziativa di Radio-Rai, viale Marconi, 9 – 80125 Napoli; lì faranno il riversamento, la catalogheranno e vi restituiranno l’originale. Chi poi volesse ascoltarla digiterà il titolo su internet e vedrà apparire la scritta: “brano messo a disposizione da..”. Come vedete è assai facile entrare nella storia della musica leggera partenopea.
Ma il nostro premier ne mena vanto. In Brasile ha dichiarato: “Sarà la Storia a dire com’è stato il mio passaggio in politica. Ma una cosa non mi si potrà togliere già da ora: il fatto che quattordici mie canzoni siano nell’Archivio storico della canzone napoletana. Quindi come autore di canzoni sono già nella Storia”. Autore: cioè paroliere, perché alle musiche, come tutti sappiamo, pensa Apicella, il suo aedo personale. Curioso, sia detto per inciso, che nessuno di questi 14 motivi sia pervenuto al successo, a un minimo di notorietà.
Teniamo presente che il catalogo dell’Archivio – benemerita istituzione di cui è magna pars uno studioso del calibro di Paquito del Bosco – contiene qualcosa come quarantamila titoli. C’è dentro di tutto, dai capolavori dell’epoca d’oro a quelli del dopoguerra, dalla nouvelle vague degli anni 50 e 60 a Pino Daniele, materiali degnissimi, fino ai neo-melodici, la cui produzione è assai discutibile.
Insomma, caro presidente Berlusconi, la sua non è vera gloria.

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giu  10
30
alle 02:00
da Antonio Lubrano

Da sapere, Gestori telefonici, Truffe

Alice Pay: una nuova diavoleria Telecom?

Un visitatore del nostro blog, il signor Maurizio Coniglione, ci segnala una sua disavventura di utente telefonico. Eccola in sintesi: alcune società che vendono suonerie per cellulari,in accordo o all’insaputa di Telecom, questo non è chiaro, hanno creato un sofisticato meccanismo per incrementare gli affari. Il meccanismo ha un nome: “Alice Pay”. A tutti gli utenti Telecom Alice ADSL, senza nessuna comunicazione preventiva, viene attivato di default questo servizio.
Poniamo che vostro figlio si colleghi a Internet: clicca su un banner che dice di offrire suonerie gratuite e voilà, il giorno dopo il “click” arriva nella vostra casella email una nota informativa, attraverso la quale scoprite di aver acquistato contenuti web multimediali (ossia suonerie) alla modica cifra di 20 euro mensili, con contratto continuativo e a tempo indeterminato. Allegata c’è copia del contratto di acquisto (ma chi l’ha visto prima?), pieno di clausole vessatorie e inesattezze.
Esempio: si parla di diritto di recesso che però ha effetto allo scadere dei 30 giorni dalla data di attivazione; sicchè anche disdicendo subito il contratto, dovete pagare il primo mese di canone. Collegandosi invece al sito www.zero9.it le informazioni relative al diritto di recesso sono diverse : ha effetto allo scadere dei 7 giorni dalla data di attivazione, e il servizio è riservato solo ai maggiorenni. Ma come si fa a sapere che il fruitore è maggiorenne se l’acquisto avviene senza conferma? O forse la connessione a internet è vietata ai minori di 18 anni?
Nel contratto Telecom è scritto che è possibile recedere dall’abbonamento in qualunque momento chiamando il servizio clienti 187. Ma non è vero , l’operatore del 187 dice che non è possibile farlo, bisogna collegarsi al sito Alice Pay Una volta collegati appare una schermata con richiesta di user id e password. Quale user id ? Quale password ? Se riuscite a capirlo, forse il contratto decade. Forse, perché a più di un utente, come al signor Coniglione, continua ad arrivare l’addebito anche nelle bollette successive. “Impeterriti, dice il nostro interlocutore, inviate alla Telecom la stampa dello schermata da cui si evince la data di disattivazione. Aspettate e sperate. Dopo qualche tempo telefonate alla Telecom per informazioni ed una gentile signora vi informa che ha visionato la vostra stampa ma a loro non risulta in ogni caso la disattivazione. Anzi, per quel che li riguarda potreste averla costruita voi falsamente al computer. Capite l’assurdo?”.

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mar  10
18
alle 02:47
da Antonio Lubrano

Ultimo commento:

di Roberto il 01/1/70

Ma siamo sicuri che molti non ci marcino? Io credo che bisogni istruire i figli e non lasciarli n...

Truffe

I falsi controllori della nostra credit card

C’è una nuova truffa in arrivo, quella dei falsi controllori della nostra carta di credito. Parte dal Canada e lo sbarco in Europa sembra prossimo. A dare l’allarme è la Banca d’Italia attraverso Manuela Russo del Servizio Informazioni Sistema Creditizio che in una e-mail circolare racconta il meccanismo della truffa.
Chi ci telefona si presenta con nome e cognome come funzionario dell’Ufficio antifrodi della Visa. O di Mastercard o di American Express. Fornisce anche il suo numero di matricola. Parla di un acquisto insolito effettuato da sconosciuti con la nostra carta (di cui sa tutto, dalla scadenza alla banca che l’ha emessa) per un valore di poco sotto ai 500 euro, biglietti aerei , un capo d’abbigliamento o quant’altro. Al diniego il finto controllore Visa apre una pratica antifrode a vostro nome e vi fornisce gli estremi. Poi vuole controllare se siete veramente il titolare della carta e quindi vi invita a guardare sul retro: ci sono due numeri, uno di 4 cifre e uno di tre, che corrisponde al codice sicurezza e che è quello utilizzato per gli acquisti via internet. Me li può leggere?- chiede. E voi, ahimè!,leggete. Così gli avete fornito il codice sicurezza. Ottenutolo lui potrà tranquillamente rubarvi il denaro.
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feb  10
22
alle 09:17
da Antonio Lubrano

Ultimo commento:

di Luca Ajroldi, editore il 01/1/70

Gianni o lei è un malfidato di professione, e sicuramente fa bene, o non riesce a distinguere tr...

Alimenti, Consumi, Truffe

La multa ai pastai non è bastata. Boicottiamoli

I pastai non ci stanno. Beccati da Mister Prezzi una prima volta, multati dall’Antitrust nel febbraio scorso (12,5 milion Ii di euro a 24 pastifici e due associazioni di settore), hanno fatto ricorso al Tar ma il tribunale amministrativo (in ottobre) ha respinto le loro ragioni confermando la pesante sanzione. La Guardia di Finanza, infine, in questo mese di dicembre ha aperto un’ inchiesta per i rincari del 47% che l’autorità garante della concorrenza e i giudici hanno ritenuto ingiustificati.
Ma loro, i pastai, dicono che il raffronto tra il prezzo del grano e quello della pasta “è un esercizio inutile e demagogico”, parola di Massimo Menna, presidente dell’Unione industriali pastai e titolare del pastificio Garofano di Gragnano. Cioè il fatto che nell’ottobre 2006 il frumento duro costava 0,15 euro al chilo, la semola 0,27 mentre un chilo di pasta era venduto a 1,18 euro, non avrebbe un nesso secondo i produttori. E nemmeno sarebbe valido il confronto più recente: il frumento che scende del 30,5% e la pasta appena del 4,7%. “Esercizio inutile e demagogico”. Ci sono cento aziende di pasta in Italia: “il consumatore – dice Menna – è garantito dalla concorrenza”! Capite? Proprio quella concorrenza che i controllori dicono inesistente.
E’ la logica dei “cartelli”. Anche i petrolieri, accusati più volte dall’Antitrust di fare accordi per non farsi male, ossia di tenere un prezzo unico evitando la guerra tra loro, sostenevano e sostengono che raffrontare il prezzo del barile e quello della pompa è un esercizio inutile. Cioè hanno ragione loro e gli organi di controllo che li censurano, torto marcio.
Nel “cartello” degli spaghetti ci sono tutte le marche più note, da Barilla a Garofano, da Divella a De Cecco, da Antonio Amato a Voiello. Diminuire i prezzi del 20%, come ha proposto un’associazione di consumatori, non se ne parla proprio. Allora perché non boicottarli a turno, i nostri “cari” pastai? Per un mese non compriamo questa o quella marca. Un modo per far capire loro che il raffronto tra il prezzo del frumento all’origine e quello degli spaghetti nello scaffale del supermercato, per noi consumatori è un esercizio utile, eccome! Della pasta non possiamo fare a meno, ma della marca sì.

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dic  09
19
alle 05:10
da Antonio Lubrano

Pensieri, Truffe

Il vibratore anticellulite

Ho comprato a una televendita un vibratore anticellulite ma se dovessi dirle che sono soddisfatta direi una bugia. Stesso risultato, deludente, con una crema di quelle ampiamente pubblicizzate. Non so usare io questi prodotti oppure..?

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mag  09
18
alle 10:28
da Antonio Lubrano

Alimenti, Consumi, Da sapere, Truffe

L’albo dei sofisticatori? Inutile

Ogni tanto si scopre uno scandalo alimentare. E ora è il formaggio, ora il vino, un’altra ancora il pesce scongelato e venduto per fresco. Non si potrebbe creare un albo dei sofisticatori? Potremmo consultarlo prima della spesa…

Esiste. Lo pubblica il Ministero della Salute ogni anno. E’ l’elenco delle sentenze contro frodatori e sofisticatori alimentari condannati. Questo “albo” dei furbi è nato dopo lo scandalo del vino al metanolo nel 1986 e lo pubblica la Gazzetta Ufficiale. Ma secondo me lascia il tempo che trova. Chi volete che vada a consultarlo? Vi immaginate uno che entra al supermercato con la Gazzetta Ufficiale in tasca?

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apr  09
6
alle 10:35
da Antonio Lubrano

Ultimo commento:

di jogger il 01/1/70

sono d'accordo e SICURAMENTE le sentenze sono in DECENNALE RITARDO sugli eventi, quindi,... a...

Truffe

Targhe clonate: l’ultima raffinatezza

Ha almeno dieci anni il fenomeno delle targhe clonate. L’imbroglio parte a Napoli. Il sig. X di Milano riceve una multa per una infrazione commessa a Napoli. Lui però non è mai stato all’ombra del Vesuvio, protesta e scopre che c’è una vettura dello stesso modello della sua, con la sua stessa targa. L’incredibile è accaduto a due graduati della polizia municipale di Napoli: uno multato a Milano dove non ha mai messo piede nemmeno per sbaglio e l’altro perchè non avrebbe pagato il pedaggio al casello autostradale di Roma.
Il brutto è che non c’è difesa. I falsari possono contare su complici in tutta Italia, gente capace di rubare libretti di circolazione vergini negli uffici della motorizzazione al nord come al sud. Ho chiesto a uno dei migliori cronisti napoletani, Paolo Barbuto del “Mattino”, che ha sempre seguito la vicenda delle clonazioni auto, se in questo 2009 c’è qualche speranza di vincere la sfida dei falsari.
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mar  09
9
alle 07:43
da Antonio Lubrano

Ultimo commento:

di piero il 01/1/70

La mia situazione è veramente ai limiti del normale, possiedo un piccolo autocarro, un piaggio p...

Truffe

Problemi rinnovo abbonamento mezzi pubblici

Il mio consiglio è di rivolgersi ad un’associazione di difesa dei consumatori. Sicuramente il suo non sarà un caso isolato.
Voi avete vissuto la stessa esperienza? Sapete dare un suggerimento?
Per chi non fosse di Genova vi dico che l’AMT è l’azienda di mobilità e trasporti del Capoluogo Ligure.

Ho avuto la pessima idea di aderire all’offerta AMT di Genova per il rinnovo a mezzo Internet del mio abbonamento annuale – con una e-mail mi hanno confermato che hanno preso i soldi (335 euro) dal mio conto e di aver messo “in lavorazione” il mio abbonamento, ma alle mie numerose telefonate continuano a dirmi che non sanno come mai, ma ancora non è in lavorazione – mi chiedono tutti il numero di cellulare, ma nessuno mi richiama.

Oggi addirittura al n° verde (800085311) non risponde nessuno, nel senso che ti lasciano in linea e se chiami il centralino si limitano a risponderti che devi chiamare il numero verde, anche per i reclami.

A questo punto comincio addirittura a sospettare la truffa. A chi mi posso rivolgere?

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ott  08
2
alle 01:14
da Antonio Lubrano

Ultimo commento:

di Alberto burrometo il 01/1/70

Buongiorno, sono uno dei responsabili di Assoutenti Liguria, associazione di consumatori del capo...