Posts Taggati come ‘banche’
Gratta gratta e scopri che la banca…..
Questa me l’ha segnalata un lettore. “Vuoi sapere, caro Lubrano, come si chiama la commissione che ha sostituito la commissione di massimo scoperto abolita dalla legge? Si chiama ‘commissione per disponibilità fondi’. Non ho capito bene che significa però, essendo il mio conto corrente finito in rosso sia pure per pochi giorni, mi sono trovato un cospicuo addebito. E sai come l’ha giustificato il direttore, oserei dire candidamente? ‘Lei dovrebbe sapere che la cdf ha sostituito la cms..’. Quindi di che mi lamento?”
Be’, voglio ricordare che alla fine dello scorso mese di aprile il Codacons, l’ associazione di consumatori di cui è presidente l’avv.Carlo Rienzi, ha avviato una class action contro Intesa San Paolo proprio sulla subdola ricomparsa della “cms”. Il balzello sostituivo, spiega il Codacons, ha un acronimo, Tuof, che indica un aggravio del 12,5% dell’importo degli interessi.
Pare che in cinque dei sette maggiori istituti di credito italiano, si è registrato un sensibile aumento dei costi trimestrali per commissioni.
A quanto può arrivare la differenza tra interessi e costi di commissione su un fido? Secondo calcoli attendibili al 45%.
Si ha voglia di dire da parte dell’Abi che le banche, a cominciare dal progetto “Patti Chiari” tendono ad una reale trasparenza nel rapporto con la clientela. Sono più di vent’anni che ci raccontano questa favola. Gratta gratta e scopri che invece la banca appena può si rimangia le migliori intenzioni.
da Antonio Lubrano
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di Giuseppe il 01/1/70
Banche e Poste: riecco la guerra sotterranea
Vado a depositare un assegno sul mio conto Bancoposta. E’ lunedì, l’impiegata mi dice che potrò disporne da venerdì, ossia dopo quattro giorni. Chiedo: come mai tutto questo tempo? Non siete obbligati voi e le banche ad accreditarlo entro le 24 ore? C’è una legge del gennaio scorso in vigore dal 1° marzo che ve lo impone. O mi sbaglio? Risposta: “Sa, le banche non ci autorizzano.. Faremmo loro troppa concorrenza”. Riecco la guerra sotterranea fra istituti di credito e sportelli postali. Ma allora, la legge?
Altra singolare novità: una banca a Milano avvisa la clientela che “dal 1° aprile sui prelievi di contante inferiori a 500 euro sarà applicato un costo di 1,50 euro”. Così, senza dare una spiegazione? E’ lecita questa nuova gabella? Sui soldi che noi depositiamo la banca ci fa pagare una tassa quando ce ne riprendiamo una parte? Il massimo prelievo al bancomat è di 250 euro, siamo sotto i cinquecento e dunque anche qui il balzello di 1,50, suppongo. Espulso qualche anno fa dopo una lunga polemica, la tassa sui prelievi torna come “costo”? Vorrei essere smentito, aver capito male. Ad ogni modo sarebbe ora che qualcuno, l’Abi per esempio, ci spiegasse, perché stiamo stufi di questi trucchetti.
da Antonio Lubrano
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di Giuseppe il 01/1/70
I falsi controllori della nostra credit card
C’è una nuova truffa in arrivo, quella dei falsi controllori della nostra carta di credito. Parte dal Canada e lo sbarco in Europa sembra prossimo. A dare l’allarme è la Banca d’Italia attraverso Manuela Russo del Servizio Informazioni Sistema Creditizio che in una e-mail circolare racconta il meccanismo della truffa.
Chi ci telefona si presenta con nome e cognome come funzionario dell’Ufficio antifrodi della Visa. O di Mastercard o di American Express. Fornisce anche il suo numero di matricola. Parla di un acquisto insolito effettuato da sconosciuti con la nostra carta (di cui sa tutto, dalla scadenza alla banca che l’ha emessa) per un valore di poco sotto ai 500 euro, biglietti aerei , un capo d’abbigliamento o quant’altro. Al diniego il finto controllore Visa apre una pratica antifrode a vostro nome e vi fornisce gli estremi. Poi vuole controllare se siete veramente il titolare della carta e quindi vi invita a guardare sul retro: ci sono due numeri, uno di 4 cifre e uno di tre, che corrisponde al codice sicurezza e che è quello utilizzato per gli acquisti via internet. Me li può leggere?- chiede. E voi, ahimè!,leggete. Così gli avete fornito il codice sicurezza. Ottenutolo lui potrà tranquillamente rubarvi il denaro.
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da Antonio Lubrano
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di Luca Ajroldi, editore il 01/1/70
Sei contento della tua banca? – Il milanese risponde no
Uno dei più bei libri di Giuseppe Marotta (scrittore a torto dimenticato) s’intitolava A Milano non fa freddo. Ebbene in questo torrido giugno almeno per le banche a Milano fa freddo. Una indagine commissionata dal mensile della Cisl rivela che il 54,6% dei milanesi ha poca o nessuna fiducia nelle banche. Il rapporto risulta particolarmente difficile quando si tratta di mutui e prestiti, di investimenti di vario genere e persino per l’apertura di un conto corrente, per un bonifico o per un prelievo.
Quelli che si contentano rappresentano il 43,3% mentre i clienti pienamente soddisfatti sono due su cento.
da Antonio Lubrano
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di Alfemio Lanna il 01/1/70
Scelta della banca
Questa è una bella richiesta di consiglio che rigiro a voi.
Visti i recenti disastri finanziari delle più importanti banche mondiali, mi preoccupa quello che potrebbe succedere alle banche italiane.
Vi pongo i seguenti quesiti, per potermi tutelare come consumatore.- quali sono i criteri con cui selezionare una banca per affidabilità e solidità ?
- come posso mettere in pratica questi criteri ?
- quali documenti o certificazioni devo richiedere alla banca per aver prova della sua solidità finaziaria ?
E voi? Quali sono i criteri veri per cui scegliete una banca?
da Antonio Lubrano
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di Franco Cassetta il 01/1/70
Fondi svincolabili o no?
Dott. Lubrano,
Circa un anno fa ho investito su diversi fondi (tutti proposti dal mio gestore family) una certa cifra. Avevo esplicitamente chiesto che i fondi fossero tutti svincolabili in qualsiasi momento. Con mia grande sorpresa, pochi mesi fa, ho scoperto che uno di questi fondi ha, a quanto pare, tutte le caratteristiche di un fondo pensione, per cui quei soldi (cito testualmente), “non potro’ toccarli fino al momento in cui andro’ in pensione”. Mi rendo conto di aver firmato il relativo modulo e, poiche’ la legge non ammette ignoranza, so di essere in una posizione difficile. D’altronde il mio gestore family non si era premunito di informarmi di questo vincolo, per cui mi ero fidato, come al solito. Che lei sappia, esiste un modo per farmi liquidare subito quel fondo comunque? Sinceramente trovo inaccettabile che un istituto di credito privato possa “appropriarsi” dei miei soldi in questo modo, e non mi offra alcuna scappatoia per riottenerli quando ne ho bisogno.
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da Antonio Lubrano
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di Gennariello Squazzaglione il 01/1/70
Lentezza bonfico delle banche e fondi pensione
C’è fra di voi un esperto di dinamiche bancarie che possa rispondere alle due domande?
Io cercherò di informarmi.
Egr. dott. Lubrano,
le vorrei porre due quesiti in materia di banche, uno generico ed uno relativo ad una questione personale.
1- Ho notato che in molti paesi esteri, europei e non, un bonifico tra due banche diverse (anche un bonifico internazione), avviene pressoche’ in tempo reale, al massimo in 24 ore. Come mai le banche italiane chiedono 2 o 3 giorni lavorativi per un bonifico “su piazza” ed addirittura 5 o 6 per uno “fuori piazza”? Mi sembra un’anomalia difficilmente spiegabile se non col pensare che i nostri istituti di credito utilizzino i volumi scambiati quotidianamente tra gli utenti per guadagnare un po’ di interessi.
2- Circa un anno fa ho investito su diversi fondi (tutti proposti dal mio gestore family) una certa cifra. Avevo esplicitamente chiesto che i fondi fossero tutti svincolabili in qualsiasi momento. Con mia grande sorpresa, pochi mesi fa, ho scoperto che uno di questi fondi ha, a quanto pare, tutte le caratteristiche di un fondo pensione, per cui quei soldi (cito testualmente), “non potro’ toccarli fino al momento in cui andro’ in pensione”. Mi rendo conto di aver firmato il relativo modulo e, poiche’ la Legge non ammette ignoranza, so di essere in una posizione difficile. D’altronde il mio gestore family non si era premunito di informarmi di questo vincolo, per cui mi ero fidato, come al solito. Che Lei sappia, esiste un modo per farmi liquidare subito quel fondo comunque? Sinceramente trovo inaccettabile che un istituto di credito privato possa “appropriarsi” dei miei soldi in questo modo, e non mi offra alcuna scappatoia per riottenerli quando ne ho bisogno.
da Antonio Lubrano
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di Giuseppe il 01/1/70
ODORE DI GIUNGLA
Mi sbaglierò ma c’è odore di giungla in giro, della giungla in cui prevale la legge del più forte.
E’ ancora calda la polemica sul rinvio-affossamento della class action, uno stop che fa esultare banche, assicurazioni, gestori telefonici, enti che forniscono energia e quante altre aziende che hanno la coscienza pesante; ed è tuttora dirompente la polemica sull’emendamento salva-premier che già si profila un’altra possibile assoluzione: la depenalizzazione degli errori dei medici. La proposta arriva con un tempismo encomiabile all’indomani dello scandalo del Santa Rita, l’ormai celeberrima clinica degli orrori di Milano.
C’era una volta il pudore, che per chi non lo sapesse è “un sentimento di ritrosia, vergogna e riserbo”(vedi dizionario di Tullio De Mauro). La sensazione prevalente è che in ogni campo prevalgano ormai i più forti a danno dei più deboli.
da Antonio Lubrano
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di Giuseppe il 01/1/70
Conti correnti on-line a rischio
Una diciottenne di Tezze sul Brenta apre un conto corrente on-line con Poste Italiane dal Pc di casa. Dopo un po’ scopre che le hanno sottratto prima 797 euro e poi 369 euro dalla sua poste-pay.
La ragazza ha denunciato subito la truffa informatica ai Carabinieri e ne ha informato allo stesso tempo la sezione veneta dell’Unione nazionale consumatori.
La tempestività avrebbe permesso di individuare l’autore dell’indebito prelievo ma l’episodio sembra essere l’ennesimo, stando alle segnalazioni, che negli ultimi tempi si sono moltiplicate da parte di utenti vittime di sottrazioni di danaro dai propri conti correnti on-line.
Dice Scelte, il bollettino quotidiano dell’Unc: “Operare via internet sui conti correnti o sui titoli spesso può rivelarsi rischioso essendo tali sistemi violabili sotto il profilo della riservatezza. Pirati informatici specializzati riescono spesso a carpire le password di accesso”.
da Antonio Lubrano
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di carlo il 01/1/70






