Posts Taggati come ‘Berlusconi’

Pensieri, Truffe

L’allegra “storia” del premier-paroliere

Avete scritto una canzone napoletana e l’avete registrata su nastro? Portatela all’Archivio storico della canzone napoletana, iniziativa di Radio-Rai, viale Marconi, 9 – 80125 Napoli; lì faranno il riversamento, la catalogheranno e vi restituiranno l’originale. Chi poi volesse ascoltarla digiterà il titolo su internet e vedrà apparire la scritta: “brano messo a disposizione da..”. Come vedete è assai facile entrare nella storia della musica leggera partenopea.
Ma il nostro premier ne mena vanto. In Brasile ha dichiarato: “Sarà la Storia a dire com’è stato il mio passaggio in politica. Ma una cosa non mi si potrà togliere già da ora: il fatto che quattordici mie canzoni siano nell’Archivio storico della canzone napoletana. Quindi come autore di canzoni sono già nella Storia”. Autore: cioè paroliere, perché alle musiche, come tutti sappiamo, pensa Apicella, il suo aedo personale. Curioso, sia detto per inciso, che nessuno di questi 14 motivi sia pervenuto al successo, a un minimo di notorietà.
Teniamo presente che il catalogo dell’Archivio – benemerita istituzione di cui è magna pars uno studioso del calibro di Paquito del Bosco – contiene qualcosa come quarantamila titoli. C’è dentro di tutto, dai capolavori dell’epoca d’oro a quelli del dopoguerra, dalla nouvelle vague degli anni 50 e 60 a Pino Daniele, materiali degnissimi, fino ai neo-melodici, la cui produzione è assai discutibile.
Insomma, caro presidente Berlusconi, la sua non è vera gloria.

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giu  10
30
alle 02:00
da Antonio Lubrano

Tasse

Il canone Rai


Dott.Lubrano, mentre viaggiavo sull’autobus, ho sentito parlare due signori che si vantavano di non pagare il canone RAI.Ma come è possibile che nell’era della tecnologia non si riesca a rintracciare queste persone che vivono sulle spalle degli altri? Come cittadina che tenta di vivere onestamente questa storia mi ha fatto arrabbiare. Tatiana.

Lei sa, cara signora Tatiana, che contro le trasmissioni “non allineate” della Rai si è scagliata l’intera maggioranza e il presidente del consiglio ha in più di una occasione rincarato la dose. Chi non paga il canone Rai si sente in qualche misura autorizzato.

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apr  10
10
alle 02:32
da Antonio Lubrano

Ultimo commento:

di Andrea D'Ambra il 01/1/70

Lu se non hai l'auto non sei obbligato a pagare il bollo.

Casa, Consumi, Crediti

Il flop della social card. E non solo

Enfatizzata al momento del lancio e fatti salvi i primi cinque-sei mesi, oggi la social card non serve più a niente. L’Inps risponde che mancano i fondi per rifinanziarla. I beneficiari dovevano essere secondo il governo un milione e trecentomila mentre invece sono state rilasciate soltanto 627mila social card. Una associazione di consumatori, l’Assoutenti, ha ricordato che dalle entrate della Robin Tax(quella sui petrolieri) – stimate in due miliardi di euro – ben 450 milioni avrebbero dovuto sostenere la social card. Finora la spesa a questo scopo non ha superato i 385 milioni, il 79% è andato a famiglie definite “relativamente povere” e il 21% a famiglie assolutamente povere.
Le carte, finchè sono state caricate, hanno consentito una spesa di 40 euro al mese. Molte però si sono svuotate all’insaputa dei titolari, creando non pochi imbarazzi e scene di disperazione alle casse dei supermercati.
Su questo flop è scesa la cortina del silenzio. E fosse il solo. Il piano casa, lanciato dal Presidente del Consiglio con grande enfasi(“fatevi una stanza in più”, era questo più o meno lo slogan) è stato praticamente affossato da comuni e regioni, né il governo centrale ha reagito in qualche modo per salvare la sua reputazione. E le proteste dell’Aquila per il centro abbandonato? Non ci è stato detto che la ricostruzione abruzzese procede con successo e con soddisfazione dei terremotati? Infine, ciliegina sulla torta, il termovalorizzatore di Napoli: promesso solennemente in piena emergenza rifiuti, adesso si scopre che l’appalto non è mai partito.
“Be’, so’ contento”, direbbe il Tognazzi scimunito dai pugni nel film “I mostri”. Andiamo pure avanti. Flop-flop.

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feb  10
28
alle 03:05
da Antonio Lubrano

Pensieri

Lo Stato ci scrive sul retro

Non ricordo più in quale occasione recente il Presidente del Consiglio ha fatto sapere al colto e all’inclita che lui a Palazzo Chigi prende appunti sul fronte e sul retro dei fogli, utilizza qualsiasi spazio bianco cartaceo per ridurre le spese di cancelleria. In tal modo il bilancio dello Stato ne riceve un sollievo, sia pur piccolo. Esempio lodevole, non c’è che dire, esempio che è diventato subito legge.

Dice infatti l’art. 7/bis della legge n. 13/2009, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 28 febbraio scorso: “Ai fini della diffusione presso le pubbliche amministrazioni di comportamenti, prassi, procedure, tecniche e mezzi di gestione che riducano i consumi di carta, il Ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, oltre ad organizzare iniziative e strumenti di monitoraggio e verifica, realizza progetti e campagne di comunicazione anche con riferimento alla riduzione dei formati di stampa ed all’uso del fronte-retro, all’utilizzo di carta con spessore ridotto o di carte generate da macero, all’utilizzo di testi in formato elettronico in alternativa alla stampa cartacea, al riutilizzo delle stampe di prova e dei vecchi documenti per funzionalità di carta per appunti”.

Come dobbiamo interpretare questo segnale, oltre alla buona intenzione di risparmiare? Che d’ora in poi, almeno quando ci scrive lo Stato volta pagina?

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apr  09
14
alle 10:12
da Antonio Lubrano

Ultimo commento:

di Alberto M il 01/1/70

E sfruttare in modo più massiccio le possibilità dell'informatica? Un appunto scritto al volo s...