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Pensieri

Frecciarossa di vergogna

Mercoledì 6 gennaio, giorno della Befana. Il Frecciarossa delle ore 17,00 da Milano dovrebbe arrivare a Roma in due ore e 59’. Vi prego di notare la grazia e la preziosità di quel 59 minuti: c’è tutta la civetteria di Trenitalia in quel minuto negato, si potrebbe ben dire Milano-Roma in tre ore, che già sarebbe una cosa buona e giusta, ma no! Fa più effetto sui viaggiatori secondo la nostra ineffabile società ferroviaria che ci tormenta con la sua martellante campagna pubblicitaria. 2 h 59’, ossia le stessa vetusta tecnica che adottano le botteghe di quartiere come i supermercati: due euro e 59 centesimi, mai tre euro. Il numero nove è l’inganno più plateale del commercio e noi consumatori ormai lo sopportiamo ma sarebbe ora di rifiutarlo, di ribellarsi a questi stupidi mezzucci. Per quanto riguarda Trenitalia, però, un ricorso al Giurì della pubblicità ci starebbe bene. Perché lo spot che annuncia Milano-Roma in 2 ore e 59’ è ingannevole. All’Epifania il mio Frecciarossa(senza le fermate di Bologna e Firenze) è arrivato a Roma alle 20,30, con 31 minuti di ritardo. Le spiegazioni fornite dalla capotreno per due soste non previste erano del tutto incomprensibili.
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gen  10
8
alle 08:57
da Antonio Lubrano

Pensieri

Frecciarossa, che figura!

Con Trenitalia il viaggiatore ha il dovere di non illudersi. Può provare a fidarsi quando l’impegno dell’ azienda si chiama alta velocità ma gli conviene essere sempre pronto a ritirare la fiducia. Altro, purtroppo, non può fare, aspettando che scenda in campo una società ferroviaria privata, quella che fa capo se non erro a Montezemolo.

Un caso addirittura farsesco è capitato giovedì 12 febbraio al Frecciarossa Roma-Milano delle 14,15. Il tanto acclamato treno che ti porta dalla Capitale con la ci maiuscola all’altra capitale in sole tre ore e mezza, non si muove. Passano i minuti , l’altoparlante tace, le porte sono chiuse, passa l’addetto alla ristorazione per annunciare che il pranzo sarà servito tra un quarto d’ora ma Frecciarossa è sempre lì, ferma. Alle 14,35, dopo venti minuti di silenzio totale si apprende che il macchinista ha dei problemi (eppure il convoglio è nuovo di zecca..), dovrebbe – si sente dire – sostituire dei materiali.
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feb  09
13
alle 10:33
da Antonio Lubrano