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Associazioni consumatori

Ai pendolari la minestra e il danno esistenziale

Pendolari: un passo avanti e uno indietro , ossia il danno esistenziale e la minestra dell’ing.Moretti. Seguitemi un momento.
Lunedì 8 marzo sono state depositate le sentenze del giudice di pace Luigi Cutaia di Piacenza che riconoscono per la prima volta il danno esistenziale a due pendolari che hanno fatto causa alle ferrovie per i ritardi e le condizioni in cui sono costretti a viaggiare. Un risarcimento di mille euro, “danno non patrimoniale che è sinonimo di danno esistenziale” come ha spiegato il legale dei due.
L’ing.Mauro Moretti, patron di Trenitalia, ha rilasciato ieri 10 marzo una dichiarazione che ha provocato l’indignazione di alcune delle più forti associazioni di consumatori.
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mar  10
10
alle 06:43
da Antonio Lubrano

Indagine

Le due Italie delle ferrovie dello Stato

Con l’avvento di Frecciarossa, il treno che andrebbe a trecento all’ora, l’Italia risulta divisa in due: quella di alcune grandi città, Milano, Roma, Torino, Bologna, Firenze, Napoli, servite dai treni ad alta velocità; e quella delle piccole città, tipo Livorno, Verbania, Catania, Piacenza, Bolzano, Trento, Cremona, Asti, Mantova, Chiusi, ignorate dall’alta velocità e spesso anche dagli eurostar o dagl’intercity.
Le proteste dei centri di provincia non servono a nulla, così come quelle dei due milioni di pendolari italiani: Trenitalia le lascia cadere. Nelle sue interviste l’amministratore delegato, ing. Mauro Moretti, ricorda che sono state appena commissionate 600 nuove carrozze a doppio piano che, presumiamo, alleggeriranno i disagi dei pendolari fra qualche anno. Quanti? Non è ancora chiaro.
Per quanto invece riguarda le piccole città, o così o pomì. E’, a mio avviso, la sintesi di una sua recente dichiarazione a Repubblica: “Vogliamo tornare ai tempi delle perdite di bilancio da record? Quando sono arrivato qui le ferrovie erano praticamente fallite. L’Italia non se lo può permettere: perché se fallisce questa azienda alla fine si va tutti a piedi”.
E dunque tanti cari saluti al servizio pubblico. C’è poi da considerare il capitolo rincari dell’alta velocità. Prima del 13 dicembre un biglietto Roma-Milano costava 103 euro, adesso 109(+5,2%) in prima; in seconda, da 75 siamo passati a 89, ossia + 18%. “Non sono aumenti ma nuovi prezzi per nuovi servizi”, si è sentito rispondere da un addetto ai lavori un passeggero che protestava. Ci vuole una bella faccia tosta, bisogna ammetterlo.
Nei dintorni di Natale si sono registrati ritardi dei treni Frecciarossa dai 5 ai 70 minuti addirittura. E si è scoperto che il rimborso può essere richiesto dopo il ventunesimo giorno e solo se il ritardo è di 60 minuti, non più 25’ come fino a ieri. Perché mai? Nuova norma europea.Non è vero ma l’ineffabile ing. Moretti non si sente di fare nessun mea culpa per i ritardi delle sue frecce. E’ lo scotto che si paga al rodaggio. Perciò siamo tutti felici e contenti.

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dic  09
21
alle 02:11
da Antonio Lubrano