Posts Taggati come ‘napoli’

Pensieri, Truffe

L’allegra “storia” del premier-paroliere

Avete scritto una canzone napoletana e l’avete registrata su nastro? Portatela all’Archivio storico della canzone napoletana, iniziativa di Radio-Rai, viale Marconi, 9 – 80125 Napoli; lì faranno il riversamento, la catalogheranno e vi restituiranno l’originale. Chi poi volesse ascoltarla digiterà il titolo su internet e vedrà apparire la scritta: “brano messo a disposizione da..”. Come vedete è assai facile entrare nella storia della musica leggera partenopea.
Ma il nostro premier ne mena vanto. In Brasile ha dichiarato: “Sarà la Storia a dire com’è stato il mio passaggio in politica. Ma una cosa non mi si potrà togliere già da ora: il fatto che quattordici mie canzoni siano nell’Archivio storico della canzone napoletana. Quindi come autore di canzoni sono già nella Storia”. Autore: cioè paroliere, perché alle musiche, come tutti sappiamo, pensa Apicella, il suo aedo personale. Curioso, sia detto per inciso, che nessuno di questi 14 motivi sia pervenuto al successo, a un minimo di notorietà.
Teniamo presente che il catalogo dell’Archivio – benemerita istituzione di cui è magna pars uno studioso del calibro di Paquito del Bosco – contiene qualcosa come quarantamila titoli. C’è dentro di tutto, dai capolavori dell’epoca d’oro a quelli del dopoguerra, dalla nouvelle vague degli anni 50 e 60 a Pino Daniele, materiali degnissimi, fino ai neo-melodici, la cui produzione è assai discutibile.
Insomma, caro presidente Berlusconi, la sua non è vera gloria.

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giu  10
30
alle 02:00
da Antonio Lubrano

Pensieri

No alla camorra: due segnali confortanti

Domenica 6 dicembre, Napoli, Teatro Mediterraneo alla Mostra d’Oltremare: è in scena “A tavola con la sirena”, uno spettacolo ideato e condotto dal sottoscritto sui cibi nella canzone napoletana, protagonisti Mirna Doris, Vittorio Marsiglia, Lalla Esposito e Adriano Mottola. La sala è piena, dei 900 posti disponibili non ve n’è uno libero. A un certo punto ricordo agli spettatori che le canzoni dell’epoca d’oro (fine Ottocento-primo Novecento fino alla seconda guerra mondiale) e quelle che dal dopoguerra arrivano fino a Pino Daniele, sono conosciute in ogni angolo del globo, rappresentano un patrimonio dell’umanità, come il jazz di New Orleans, l’operetta di Vienna, la chançon parigina. Solo che oggi, dico, in questa città si stanno diffondendo neomelodie(le chiamano così) che esaltano i capiclan, condannano i traditori delle cosche, alimentano un’allarmante cultura camorristica.
Stavo per aggiungere: possibile che nessuno si ribelli a questo ennesimo degrado?
Ma non ho fatto in tempo perché è scoppiato un applauso caldo, convinto, prolungato, confortante.
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dic  09
9
alle 10:35
da Antonio Lubrano

Ultimo commento:

di fiore primaverile il 01/1/70

Caro Lubrano ,le scrivo da Monteverde ,paese che lei ha visitato questa estate ed ha potuto appre...

Pensieri

Napoli fa paura ai turisti stranieri?

Le cifre sono demoralizzanti. A Napoli gli alberghi hanno registrato nel mese di maggio il 12% di presenze in meno rispetto al maggio 08. A Capri nel trimestre gennaio-marzo il 43% in meno, a Ischia il 20%. Le cause? Una la denuncia il presidente della Federalberghi campana, Pasquale Gentile: “L’immagine della città è stata distrutta dall’emergenza rifiuti”. Altri operatori invece, oltre che di monnezza parlano di paura, la paura degli scippi e della microcriminalità in genere. A lungo andare sia sui turisti italiani che sugli stranieri la cronaca martellante fa il suo effetto. Del resto qualunque cosa succede a Napoli fa notizia in tutto il mondo e dunque non c’è difesa.

A contrastare un andamento così negativo c’è una ricerca universitaria e un provvedimento della Regione che ha qualcosa di paradossale. Lo studio della “Federico II” dice che i pochi visitatori danno un giudizio estremamente positivo della città, soddisfatti al 90% sia dell’accoglienza che del patrimonio artistico e naturale. La Regione ha creato un corpo di protettori dei turisti, settanta persone(per ora) in divisa gialla: si tratta di ex detenuti. Funzionerà? Il Comune e la Questura non sembrano convinti.

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giu  09
23
alle 03:08
da Antonio Lubrano

Ultimo commento:

di Berardi Erminia il 01/1/70

C'è una parte di Napoli che non merita tutto questo.

Truffe

Targhe clonate: l’ultima raffinatezza

Ha almeno dieci anni il fenomeno delle targhe clonate. L’imbroglio parte a Napoli. Il sig. X di Milano riceve una multa per una infrazione commessa a Napoli. Lui però non è mai stato all’ombra del Vesuvio, protesta e scopre che c’è una vettura dello stesso modello della sua, con la sua stessa targa. L’incredibile è accaduto a due graduati della polizia municipale di Napoli: uno multato a Milano dove non ha mai messo piede nemmeno per sbaglio e l’altro perchè non avrebbe pagato il pedaggio al casello autostradale di Roma.
Il brutto è che non c’è difesa. I falsari possono contare su complici in tutta Italia, gente capace di rubare libretti di circolazione vergini negli uffici della motorizzazione al nord come al sud. Ho chiesto a uno dei migliori cronisti napoletani, Paolo Barbuto del “Mattino”, che ha sempre seguito la vicenda delle clonazioni auto, se in questo 2009 c’è qualche speranza di vincere la sfida dei falsari.
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mar  09
9
alle 07:43
da Antonio Lubrano

Ultimo commento:

di piero il 01/1/70

La mia situazione è veramente ai limiti del normale, possiedo un piccolo autocarro, un piaggio p...

Pensieri

Uno spot che invita e la realtà che respinge

Va in onda in queste settimane uno spot televisivo che invita a trascorrere una vacanza a Napoli, per esempio il Natale o Capodanno. Ma apri il giornale e ogni mattina leggi la cronaca dettagliata di un fatto di sangue che ha per teatro la città. E ora è un regolamento di conti della camorra, ora una vendetta del clan dei Casalesi, ora una sparatoria le cui vittime risultano essere poi persone innocenti, che nulla hanno a che vedere cioè con il bersaglio dei killer. L’ultima ha avuto per involontaria protagonista una splendida ragazza di 23 anni, Serena Murolo che allo “Chalet delle Rose” di Mergellina stava festeggiando il compleanno di un’ amica. Una pallottola le si è fermata nel polmone: sono stata fortunata, ha detto. Ed a ragione: quattro anni fa successe di peggio ad una fanciulla di !4 anni, Annalisa Durante, che stava attraversando via Forcella e fu uccisa dalla pistola di un camorrista.

“A Napoli, ha scritto un sensibile cronista, si può morire facendo cose semplici”.

Sul piccolo schermo di casa mi son visto passare le sempre suggestive immagini del Golfo di Napoli e involontariamente, ma di certo istintivamente, le ho accostate alla strage di Mergellina. Uno spot che invita e la realtà che respinge. Possibile che debba essere questo il destino di Napoli?

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dic  08
15
alle 11:07
da Antonio Lubrano

Pensieri

La monnezza sul presepe

Mancano tre mesi al Natale però almeno a Napoli c’è già chi ci pensa. Un giovane pastoraro, per esempio, Antonio Cantone, allestirà nella Basilica di S.Domenico Maggiore(consenziente il Priore) un presepe fatto per metà con materiali tradizionali, sughero, muschio, cartapesta,creta e per metà con spazzatura riciclabile.

“Vuol essere una provocazione”, mi dice Cantone, “per invogliare noi napoletani, alla raccolta differenziata”.
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set  08
30
alle 11:31
da Antonio Lubrano

Pensieri

Napoletani perbene e non

Qualche tempo fa mi è arrivata una lettera che mi piacerebbe leggeste anche voi e per la quale risponderò alla fine del post.

Voi cosa ne pensate?

Caro signor Lubrano,

Ho 57 anni, sono napoletano e come tanti vivo con questa nostra città un rapporto di amore/odio alimentato dalle immense contraddizioni che ci circondano quotidianamente. Siamo tutti così abituati a questo stato di cose che ormai non reagiamo quasi più.
Eppure stamattina ho pensato di scriverle appunto per reagire, per mostrare che siamo vivi, abbiamo un’anima ed una testa pensante e non ci pieghiamo ancora al destino (?) che vuole a tutti i costi che Napoli sia la monnezza d’Italia.

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set  08
24
alle 11:32
da Antonio Lubrano

Ultimo commento:

di Ivano il 01/1/70

Le colpe dei napoletani è quella di non avere senso civico e quella di avere rispetto zero prima...

Pensieri

I panni-bandiera

Decisamente il sindaco di Firenze non potrà mai diventare sindaco di Napoli. E per una ragione diversa da quella che pensate. Mi spiego. L’amministrazione comunale della città dell’Arno d’argento, dopo aver cancellato i lavavetri dai semafori ha deciso altri ferrei veti: è proibito per esempio buttare la cicca a terra, i fumatori sono avvertiti, rischiano una multa da 25 a 500 euro; è proibito sbattere i tappeti sui balconi o dalle finestre, ma soprattutto niente panni stesi.
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lug  08
28
alle 12:12
da Antonio Lubrano

Ultimo commento:

di Giuseppe il 01/1/70

In varie parti degli USA è vietato stendere i panni ad asciugare ma ora ci stanno ripensando per...

Pensieri

LE SORPRESE SOTTO IL CASCO

E’ successo a Napoli, lo avrete certamente letto sui giornali.
Un ispettore di polizia si trova a passare sul luogo dove sta avvenendo una rapina. Due guardie giurate che trasportano in macchina ottantamila euro, vengono attaccate da due malviventi in moto, con tanto di casco.

E qui c’è una prima anomalia: il casco a Napoli? Sì, è vero, molti ragazzi se ne fregano della legge e non lo portano, a loro rischio e pericolo, qui si tratta invece di non rimetterci la faccia, di difendere l’anonimato della malavita.

Solo che l’ispettore di polizia spara e uccide uno dei due banditi. Gli toglie il casco e , seconda anomalia, scopre che la vittima è il suo portiere.
Le sorprese a volte arrivano da chi meno te le aspetti e tutto avrebbe pensato quel poliziotto tranne che uno dei due rapinatori fosse il suo guardaportone.
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giu  08
19
alle 12:53
da Antonio Lubrano

Ultimo commento:

di Francesco d'Elia il 01/1/70

Il fatto che uno portasse il casco a Napoli poteva qualificarlo solo come delinquente visto che n...