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Pensieri

Giuseppe Verdi superstizioso

Caro sig. Lubrano, circa un anno fa a Gazoldo degli Ubaldi, il paese della Marcegaglia, presidente della Confindustria, ho assistito ad un suo spettacolo intitolato “Il buffo dell’opera”, con alcuni cantanti lirici e una piccola sezione orchestrale diretta dal m° Anselmi. Mi sono divertita molto per gli episodi curiosi che lei ha raccontato tra un’aria e l’altra, e vorrei sapere se e dove replicherà la rappresentazione nella prossima stagione, perché desidero portarvi i miei figli. Vorrei che come me amassero il melodramma e credo che il buffo sia il modo migliore per introdurli a una musica che loro a torto considerano noiosa. A proposito, mi tolga una curiosità: è vero che Giuseppe Verdi era superstizioso?

Certamente riprenderò lo spettacolo, dopo il successo caldissimo di Gazoldo. Ma dove e quando per il momento non saprei dire. Tuttavia se lei segue il mio blog lo saprà per tempo.

Quanto a Verdi superstizioso mi hanno raccontato il seguente episodio. Siamo nel 1849 e al Teatro S. Carlo il mitico cigno di Busseto dirige le prove della “Luisa Miller” che debutterà entro qualche giorno proprio a Napoli. Più volte Verdi ha evitato di incontrare un certo Caparossa (ma non potrei giurare sull’esattezza del nome) che della jella pare abbia la patente. E poiché costui frequenta gli ambienti musicali, musicista egli stesso, teme di vederlo arrivare da un momento all’altro al S. Carlo.

La sera dell’esordio, alla fine del primo atto, ecco puntuale Caparossa che si aggira nelle prime file della platea. Come avvista il grande compositore si affretta a salutarlo ad alta voce: “Maestro!”. In quel preciso istante dietro il sipario crolla una quinta.

Giuseppe Verdi superstizioso? E’ possibile. In questo somiglierebbe ai napoletani.

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ago  09
31
alle 09:49
da Antonio Lubrano

Ultimo commento:

di Val Tidone il 01/1/70

Diciamo la verità: un po' superstiziosi lo siamo tutti! :-)