Posts Taggati come ‘scuola’
Esiste ancora il male ?
Due ragazzi di 15 anni, figli di persone perbene, scippano nei pressi della stazione della Circumvesuviana una signora di 62 anni. Fuggono con la borsa che ha dentro pochi euro. Immediatamente catturati dai carabinieri, ancora con la borsa in mano, di fronte ai genitori convocati in caserma i due giovanissimi scippatori hanno detto tra le lacrime una frase terribile: “Non pensavamo di fare del male”. E poi si sono chiusi nel mutismo più assoluto.
Quelle sei parole generano una selva di interrogativi. Poiché gli episodi di violenza che hanno per protagonisti dei ragazzi si ripetono – mi viene in mente l’episodio di Salò, una ragazzina posseduta in classe da alcuni suoi compagni di banco, tra l’indifferenza del professore e l’omertà degli altri alunni; oppure la tredicenne di Udine che si offre nuda attraverso il cellulare: “pagatemi in cambio di ricariche” – il tentativo di capire si fa pressante. Che cos’è: “incapacità di distinguere tra l’ignobile e il giusto?”, come scrive Roberta de Monticelli nel suo blog; senso di vuoto, di cui parla Paola Basile nel suo libro significativamente intitolato “Figli del nulla”?
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da Antonio Lubrano
I pidocchi ci sono ma è meglio tacere
La notizia è questa: in alcune scuole milanesi sono comparsi i pidocchi. In testa agli alunni e di conseguenza, per contagio, anche in testa agli insegnanti. Pare che non ci sia difesa. Si rimpiange il medico scolastico che interveniva tempestivamente al primo allarme, adesso c’è il medico di comunità che sta alla Asl. La prassi è apparentemente semplice: gl’insegnanti devono avvertire i genitori della repellente presenza tra i capelli dei figli e suggerire loro di rivolgersi alla Asl.
Ma – e qui c’è la singolarità del fatto – papà e mamma difficilmente seguono il consiglio, evitano il controllo della Asl perché si vergognano, temono di fare brutta figura con parenti, amici e conoscenti, insomma non vogliono far sapere in giro che i loro pargoli sono pidocchiosi. Meglio tacere. Questo atteggiamento, che pare sia piuttosto diffuso, sta complicando il problema.
Ad aggravare la situazione ci si mette anche la legge. Una dirigente dell’Asl ha ammesso che la pediculosi affligge non poche realtà scolastiche ma non si può avere un’idea corretta del fenomeno perché non esiste l’obbligo di denuncia. E solo il genitore ha il dovere di curare il figlio o i figli assaliti dai parassiti rivolgendosi al pediatra di famiglia.
Come si vede siamo al gioco dello scaricabarile. E intanto bambini e insegnanti si grattano e soffrono.
da Antonio Lubrano
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di Vera Cattonar il 01/1/70
Scuola degl’insegnanti o degli studenti?
“La scuola italiana appare troppo concentrata sugl’insegnanti e poco attenta alle caratteristiche individuali e alle esigenze di miglioramento degli studenti”. E’ la tesi di un sincero uomo di scuola, il prof. Giuseppe Cilento, del Liceo scientifico Leonardo da Vinci di Vallo della Lucania, che mi ha scritto per partecipare al dibattito che ho aperto qui e sulle colonne del “Mattino” di Napoli sui mali del pianeta scolastico.
“Spesso i cosiddetti alunni da bocciare hanno uno stile di apprendimento non coerente con una impostazione nozionistica(auditiva ovisiva). Un alunno irrequieto potrebbe essere un cinestesico, pronto a smanettare in maniera strepitosa su un computer, perché predilige un approccio al sapere di tipo esperienziale. I genitori, ad esempio, si dovrebbero convocare a scuola quando il figlio riesce a fare bene, per accrescere la sua autostima… Troppo spesso la creatività è messa al bando dalla scuola, per far posto sollo alla rigorosa ripetitività della prassi logico-analitica, per cui i più abbandonano i banchi ritenendo che la creatività sia una dote misteriosaposseduta da un numero ristretto ed eletto di individui e non, invece, la forma più costruttiva del pensiero umano,semplicemente una delle modalità in cui esso si esprime”.
In sintesi “la scuola dovrebbe educare al comprendere, cieè insegnare ad accrescere le curiosità, insegnante e allievo dovrebbero insegnare e imparare insieme”.
Che cosa pensate di queste riflessioni del prof. Cilento? Aspetto le vostre se avete a cuore il futuro della scuola.
da Antonio Lubrano
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di Maria Luce il 01/1/70
Presidi e professori cercansi per il nord
Le dure prese di posizione della Lega prima contro i docenti e poi contro i presidi del sud, hanno raggiunto il seguente risultato: molte poltrone di dirigenti scolastici sono rimaste vuote perché la gran parte degli aventi diritto, meridionali, ci ha rinunciato. Come a dire: “Voi non ci volete? E noi non veniamo, arrangiatevi!”
Le cifre, fornite dalla Flc-Cgil parlano chiaro: in Lombardia mancano all’inizio di questo nuovo anno scolastico ben 67 presidi e altre decine di vuoti si registrano in Piemonte, Liguria e Veneto. Proprio quel Veneto dal quale era partita nel luglio scorso la polemica sulle commissioni giudicatrici dei concorsi per la dirigenza scolastica, considerate troppo benevole nei confronti dei candidati del sud. In questa regione, marcatamente leghista come si sa, solo nove presidenze disponibili risultano occupate su 37. In totale le sedi vacanti nel Settentrione erano ai primi di settembre 150. Continua a leggere… »
da Antonio Lubrano
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di Gennaro Capodanno il 01/1/70
Genitori incoscienti e figli svogliati
Ma qual è il male vero della scuola, oggi?
E’ una domanda che ci facciamo spesso e ogni volta ci accorgiamo che la risposta resta in sospeso. A suggerire l’interrogativo ancora una volta è la cronaca. Da una parte i giornali ci hanno informato dei voti pessimi conseguiti dai ragazzi dopo il primo quadrimestre, dall’altra la televisione ha raccontato l’altro ieri di quella insegnante che a Milano è stata presa a pugni e schiaffi dalla madre e dalla nonna di una alunna di 13 anni…
Si dice che l’indisciplina e lo scarso profitto delle scolaresche sia dovuta ai metodi di insegnamento, poco in sintonia coi tempi che viviamo. Sarebbe dunque colpa dei professori?
da Antonio Lubrano
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di paola il 01/1/70
Chiacchiere rivelatrici sotto l’ombrellone
Siamo sicuri che i corsi di recupero d’agosto per gli studenti gravati da debiti scolastici si faranno, come voleva l’ex ministro della pubblica istruzione e come ha confermato l’attuale titolare del dicastero, l’on. Gelmini? Il dubbio è avvalorato da due elementi, uno dei quali tratto da una conversazione sotto l’ombrellone avventurosamente captata da un bagnante vicino.
– E tu, allora, niente corsi di recupero in agosto?
- Ma per carità! Noi insegnanti interni non siamo obbligati a partecipare. E comunque non ci pagherebbero questo lavoro straordinario.Così io ho promosso anche quelli che avrei dovuto bocciare per i troppi debiti..
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da Antonio Lubrano
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di Giancarlo Dal Bò il 01/1/70
Studenti contro i bulli: era ora!
Leggere i risultati della ricerca di Cittadinanzattiva (una delle associazioni di consumatori che meglio interpreta il suo ruolo) sul fenomeno del bullismo a scuola, da un lato fa rabbrividire ma dall’altro propone almeno un dato confortante.
In sintesi, per chi non avesse letto il Corsera del 12 giugno, ecco i dati principali.
Più di cinquemila studenti di duemila scuole medie e superiori hanno risposto ad un questionario: il 51,5% ha assistito a episodi di violenza, il 37% ha subìto scherzi stupidi o pessimi oppure aggressioni.
I più bersagliati risultano essere i compagni di banco stranieri, i ragazzi timidi e soprattutto gli studiosi, quelli che una volta si chiamavano “i primi della classe”.
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da Antonio Lubrano






