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Scuola degl’insegnanti o degli studenti?
“La scuola italiana appare troppo concentrata sugl’insegnanti e poco attenta alle caratteristiche individuali e alle esigenze di miglioramento degli studenti”. E’ la tesi di un sincero uomo di scuola, il prof. Giuseppe Cilento, del Liceo scientifico Leonardo da Vinci di Vallo della Lucania, che mi ha scritto per partecipare al dibattito che ho aperto qui e sulle colonne del “Mattino” di Napoli sui mali del pianeta scolastico.
“Spesso i cosiddetti alunni da bocciare hanno uno stile di apprendimento non coerente con una impostazione nozionistica(auditiva ovisiva). Un alunno irrequieto potrebbe essere un cinestesico, pronto a smanettare in maniera strepitosa su un computer, perché predilige un approccio al sapere di tipo esperienziale. I genitori, ad esempio, si dovrebbero convocare a scuola quando il figlio riesce a fare bene, per accrescere la sua autostima… Troppo spesso la creatività è messa al bando dalla scuola, per far posto sollo alla rigorosa ripetitività della prassi logico-analitica, per cui i più abbandonano i banchi ritenendo che la creatività sia una dote misteriosaposseduta da un numero ristretto ed eletto di individui e non, invece, la forma più costruttiva del pensiero umano,semplicemente una delle modalità in cui esso si esprime”.
In sintesi “la scuola dovrebbe educare al comprendere, cieè insegnare ad accrescere le curiosità, insegnante e allievo dovrebbero insegnare e imparare insieme”.
Che cosa pensate di queste riflessioni del prof. Cilento? Aspetto le vostre se avete a cuore il futuro della scuola.
da Antonio Lubrano
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di Maria Luce il 01/1/70
Presidi e professori cercansi per il nord
Le dure prese di posizione della Lega prima contro i docenti e poi contro i presidi del sud, hanno raggiunto il seguente risultato: molte poltrone di dirigenti scolastici sono rimaste vuote perché la gran parte degli aventi diritto, meridionali, ci ha rinunciato. Come a dire: “Voi non ci volete? E noi non veniamo, arrangiatevi!”
Le cifre, fornite dalla Flc-Cgil parlano chiaro: in Lombardia mancano all’inizio di questo nuovo anno scolastico ben 67 presidi e altre decine di vuoti si registrano in Piemonte, Liguria e Veneto. Proprio quel Veneto dal quale era partita nel luglio scorso la polemica sulle commissioni giudicatrici dei concorsi per la dirigenza scolastica, considerate troppo benevole nei confronti dei candidati del sud. In questa regione, marcatamente leghista come si sa, solo nove presidenze disponibili risultano occupate su 37. In totale le sedi vacanti nel Settentrione erano ai primi di settembre 150. Continua a leggere… »
da Antonio Lubrano
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di Gennaro Capodanno il 01/1/70
Genitori incoscienti e figli svogliati
Ma qual è il male vero della scuola, oggi?
E’ una domanda che ci facciamo spesso e ogni volta ci accorgiamo che la risposta resta in sospeso. A suggerire l’interrogativo ancora una volta è la cronaca. Da una parte i giornali ci hanno informato dei voti pessimi conseguiti dai ragazzi dopo il primo quadrimestre, dall’altra la televisione ha raccontato l’altro ieri di quella insegnante che a Milano è stata presa a pugni e schiaffi dalla madre e dalla nonna di una alunna di 13 anni…
Si dice che l’indisciplina e lo scarso profitto delle scolaresche sia dovuta ai metodi di insegnamento, poco in sintonia coi tempi che viviamo. Sarebbe dunque colpa dei professori?
da Antonio Lubrano
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di paola il 01/1/70
Chiacchiere rivelatrici sotto l’ombrellone
Siamo sicuri che i corsi di recupero d’agosto per gli studenti gravati da debiti scolastici si faranno, come voleva l’ex ministro della pubblica istruzione e come ha confermato l’attuale titolare del dicastero, l’on. Gelmini? Il dubbio è avvalorato da due elementi, uno dei quali tratto da una conversazione sotto l’ombrellone avventurosamente captata da un bagnante vicino.
– E tu, allora, niente corsi di recupero in agosto?
- Ma per carità! Noi insegnanti interni non siamo obbligati a partecipare. E comunque non ci pagherebbero questo lavoro straordinario.Così io ho promosso anche quelli che avrei dovuto bocciare per i troppi debiti..
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da Antonio Lubrano
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di Giancarlo Dal Bò il 01/1/70
Studenti contro i bulli: era ora!
Leggere i risultati della ricerca di Cittadinanzattiva (una delle associazioni di consumatori che meglio interpreta il suo ruolo) sul fenomeno del bullismo a scuola, da un lato fa rabbrividire ma dall’altro propone almeno un dato confortante.
In sintesi, per chi non avesse letto il Corsera del 12 giugno, ecco i dati principali.
Più di cinquemila studenti di duemila scuole medie e superiori hanno risposto ad un questionario: il 51,5% ha assistito a episodi di violenza, il 37% ha subìto scherzi stupidi o pessimi oppure aggressioni.
I più bersagliati risultano essere i compagni di banco stranieri, i ragazzi timidi e soprattutto gli studiosi, quelli che una volta si chiamavano “i primi della classe”.
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da Antonio Lubrano







